Ultimo aggiornamento:  10 Gennaio 2022

Lettera aperta di Claudio Maria Micheli: “Mi sono dimesso dalla Fondarc”

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  • Ho preferito scrivere queste righe riguardanti le mie dimissioni dall’incarico di direttore artistico presso la Fondazione Arte e Cultura, una lettera aperta che è dovuta alla cittadinanza, agli amici, ai collaboratori e a tutti coloro che hanno seguito il mio percorso.

    L’incarico di direttore artistico, e ne è testimone il sano tessuto culturale ed artistico del territorio, mi ha permesso in questi anni di lavorare alacremente affinché si potesse produrre, coprodurre, patrocinare, sostenere l’arte e la cultura cercando di proporre eventi sempre di livello più che decoroso e con le limitate risorse a disposizione. Ad oggi, con la pandemia che ci ha messo del suo, ne sono stati messi in campo circa trecentocinquanta tra la Casa delle Culture e il Teatro Artemisio, praticamente uno ogni cinque giorni, risanando e perfezionando tutta la parte tecnica e di sala del Teatro trovata in condizioni imbarazzanti, mantenendo intatti e gelosamente custoditi i nuovi spazi della Casa delle Culture, poi Stagioni di Prosa, Concerti, Coro dei ragazzi FondarCanto, Premio Nazionale

    A. Campanile, Scuola di recitazione, la neonata Residenza Teatrale per i Giovani Attori del territorio con il sostegno del CREA Lazio, Festival Internazionale di Danza contemporanea, Premio per la carriera cinematografica, Mostre, Masterclass di ogni genere, collaborazioni continue con la sede di Velletri dell’Accademia di Belle Arti, con le Associazioni, con i privati, con gli Istituti scolastici, patrocini avuti dal Mibac, dalla Regione, etc…

    Dopo aver ricevuto per la seconda volta l’incarico di direttore artistico, illustrando come da bando anche una nuova linea programmatica, ho preferito per mia coscienza lasciare per incompatibilità e non sintonia col modus operandi, finalità, scopi e visione futura di ciò che ho sempre inteso portare avanti, motivi che nell’ultimo anno in particolare si sono evidenziati sempre più. Da come era nata questa intuizione diventata poi realtà, dallo spirito del “fare” per la città, dall’idea primordiale dei suoi tre soci fondatori, le cose nel tempo sono alquanto cambiate delineando un percorso, a mio avviso, non più attento alla promozione e al sostegno delle attività culturali come quando accettai l’incarico. Il gioco di squadra è solo un ricordo sfocato e ultimamente mi resta difficile essere d’accordo su molte decisioni. Vengono trattate con parametri da me non condivisibili, specie sul piano economico, discipline completamente diverse tra loro senza entrare nel merito della propria natura e potenzialità, le quali artisticamente e logisticamente funzionano proprio per le loro preziose diversità e peculiarità. Oltre alla non lungimiranza sulla validità di

    alcuni progetti pilota che, pur non richiedendo alcun investimento, possono farne scaturire altri vincenti e così via. Si fa molta fatica ad argomentare e convincere, ricadendo puntualmente su discussioni e tematiche di carattere giuridico e/o amministrativo, e i verbali degli incontri mi sono testimoni. Anche sulle strategie da affrontare per la diffusione e la promozione di discipline culturali, delle arti e dello spettacolo, il proporre, discutere e convincere diventa sempre più complicato.

    Negli anni non è stata messa in campo quasi nessuna strategia di snellimento del comparto amministrativo, considerando che le tempistiche di questa natura sono sideralmente distanti dalle esigenze dello spettacolo e dell’arte in genere, con mie continue richieste risalenti già al 2017, tali da far scambiare la professionalità e la voglia di risolvere in tempi stretti come “caratteraccio” o altre baggianate del genere. Un vero sostegno, un appoggio, una stretta collaborazione, soluzioni veloci e intuitive sono veramente mancate. Segnalo anche la scarsissima partecipazione ai bandi regionali o ministeriali per poter accedere a risorse mancanti da mettere in bilancio per svolgere ulteriori attività. Premetto che le motivazioni che ho illustrato in questa lettera sono state riportate tutte o in parte sulle dimissioni ufficiali inviate al Cda, argomenti di cui si è discusso comunque decine di volte in quella sede.

    Infine vorrei citare il consiglio comunale del 16.12.2021, visibile su Youtube, dove si è cercato di capire perché uno dei tre Soci fondatori, due consiglieri e il direttore artistico della Fondazione hanno dato le dimissioni, purtroppo argomentando su punti che non si conoscono a fondo con interventi del tipo .. “io lo sapevo già dall’inizio …” oppure “…si sapeva che sarebbe andata a finire così..” Siamo al pour parler. Bisognava forse chiedersi perché quattro componenti della Fondazione fossero impazziti all’unisono decidendo di dimettersi. Voglio sperare invece, prima che il tempo galante opacizzi tutto, che qualche rappresentante eletto dal popolo, al contrario ed andando a fondo sull’argomento, entri seriamente nella questione informandosi sui fatti e provi ad individuare le responsabilità, se ce ne fossero, del perché si sia creata questa imbarazzante situazione in una Fondazione che ha già al suo attivo un curriculum di tutto rispetto, cercando di capirci di più e nel dubbio porgersi qualche domanda e cercare serie e veritiere risposte.

    Ringrazio quel piccolo manipolo di assessori, dirigenti e consiglieri dell’amministrazione comunale che frequentando concerti, teatro e l’arte in genere, si pronuncia sul ‘termometro’ della cultura a ragion veduta, con discussioni costruttive disquisendo su

    argomenti che conoscono e non con frasi stantie ascoltate tipo “…a Velletri non si fa mai nulla… La Fondazione a cosa serve… Il Teatro è sempre chiuso…”! Direi quindi che ce n’è abbastanza per rispedire al mittente la carica di direttore artistico con annessi e connessi!

    Ringrazio per il lavoro svolto i preziosi collaboratori che sono riuscito a coinvolgere in questi anni, decine e decine di artisti, professionisti del settore, giornalisti, cultori del bello, semplici amatori, associazioni del territorio, spettatori ed altro, testimoni della realtà dei fatti, che pur manifestando la propria indignazione, esortano il sottoscritto a rimanere al proprio posto, ma tant’è.

    Una lunga vita alla Fondazione, un saluto al Presidente Tullio Sorrentino e al nuovo assetto del Cda, dopo l’uscita della Casa di Cura Madonna delle Grazie di Velletri, del consigliere Carlo Guglielmi e della preziosissima Prof.ssa Vera Dani, figura di straordinaria cultura e passione per tutto quello che si chiama arte, fortunato io in questi anni ad averla avuta vicino in più di un’occasione.

    Voglio ricordare in chiusura la figura dell’amica Romina Trenta, prematuramente scomparsa, con la quale iniziammo un bellissimo percorso di collaborazione ed intesa programmatica che avrebbe fatto diventare la Fondazione, tra l’altro, per competenza e consigli tecnici, il braccio destro operativo del suo assessorato. Purtroppo non rimane che ricordarla quale triste e grave perdita per la nostra città.

    Claudio Micheli Micheli

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