Ultimo aggiornamento:  29 Dicembre 2021

Covid e Omicron, l’infettivologo Ricciuti: “Rifuggirei sia dal catastrofismo che dai facili entusiasmi”

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  • Mai, credo, come in questo momento ha mai regnato riguardo al Covid tanta confusione, disorientamento ed incertezza. La scienza e la medicina in particolare sono state sommerse da una serie di interrogativi cui non potevano né possono dare completa risposta. La medicina vive nel presente e si basa sull’esperienza del passato, ed attraverso questa può formulare scenari futuri; ma non è in grado di sapere cosa accadrà effettivamente in un futuro anche prossimo.

    UNA PANDEMIA GLOBALE

    L’umanità si è trovata di fronte ad una situazione completamente nuova, perché globale, che ha interessato ogni angolo del nostro pianeta. Sin dalla comparsa degli esseri umani sulla terra ci sono state epidemie causate da malattie infettive, ma mai di questa portata, soprattutto per il coinvolgimento globale ed il conseguente stravolgimento delle nostre esistenze. Si muore di più del Covid di cancro, di malattie cardiovascolari, di malattie infettive come la tubercolosi; ma questo sembra non appartenerci se non ci tocca direttamente, non stravolge la nostra vita e le nostre abitudini. Il virus COVID lo ha fatto.

    LA SPERANZA DEL VACCINO

    In un primo tempo tutti, forti di dichiarazioni, rassicurazioni e promesse che in buona fede, ma avventatamente, erano state fatte, ci eravamo illusi che l’incubo di questa pandemia fosse passato. Purtroppo la realtà dei fatti ha bruscamente infranto questa illusione. Tutti ricordiamo l’estate dello scorso anno quando anche senza vaccinazioni il virus sembrava scomparso, tanto da portare molti colleghi a dichiarare ottimisticamente che il virus si era eliminato da solo. Poi la recrudescenza della pandemia nello scorso autunno e nel precedente inverno. In noi era la speranza nei vaccini che ci dava la forza per continuare ad andare avanti. Poi i vaccini sono arrivati e quasi tutti noi italiani ci siamo vaccinati, in una illusoria sicurezza per cui ormai ne eravamo fuori in quanto immunizzati.

    IL VACCINO NON ESCLUDE LE REGOLE

    Io all’epoca scrissi che il vaccino da solo non bastava, che dovevano essere rispettate le elementari norme di sicurezza che il buon senso suggerisce: mascherine efficaci, distanziamento ed igiene. Misure di prevenzione scomode quanto volete, ma che se rispettate forse non ci avrebbero fatto trovare nella situazione in cui siamo. Il vaccino è un’arma validissima nel contenere la diffusione del virus e nell’evitare la malattia grave e la morte. Oltre al sovraccarico delle strutture ospedaliere con il collasso del sistema sanitario, oltre il decesso di centinaia di migliaia di persone che non possono essere curate per gravi patologie, trovando i posti letto occupati da malati covid. Questo è accaduto lo scorso anno e questa primavera e grazie al vaccino non si sta per ora verificando. Negare questo, guardando la realtà dei numeri, è pura follia o spudorata malafede.

    PERCHE’ CI SI CONTAGIA COL VACCINO?

    Però il vaccino non è completamente in grado di arginare la diffusione del virus. Il covid appartiene alla famiglia dei virus che provocano il raffreddore e si comporterà come i suoi ‘parenti’, ovvero sarà estremamente contagioso e non darà mai una immunità duratura, come invece danno altri virus, per esempio il morbillo. Il covid è particolarmente patogeno perché deriva da una mutazione con un virus animale, quindi il sistema immune umano nei primi tempi non è in grado di fronteggiarlo con la stessa efficacia di virus che da sempre circolano nella specie umana per poi ‘abituarsi’. Questa può essere una speranza, come pare stia iniziando ad accadere in alcune parti del mondo: cioè che il virus COVID si “umanizzi” perdendo gran parte del suo potere patogeno (ovvero di provocare malattia grave) e si riduca alla stregua di altri virus respiratori, tipo influenza, che accompagnano da millenni i nostri inverni. Questa credo sarà l’evoluzione.

    LE MUTAZIONI DEL VIRUS

    Il virus più circola più muta per adattarsi alle reazioni immunologiche dell’ospite. Questa è un’altra problematica che i vaccini aiutano a risolvere. Facendo diminuire la circolazione virale attraverso l’immunizzazione vaccinale, il virus è meno spinto a mutare e quindi rimane più sensibile ai vaccini. In più, di giorno in giorno, si sta sviluppando la terapia farmacologica antivirale con la messa a punto di farmaci nuovi sempre più mirati ed efficaci. Questo dovrebbe rendere tutti più ottimisti.

    LA VARIANTE OMICRON

    Non deve quindi spaventare la comparsa di varianti del virus come questa ultima Omicron, cui sicuramente seguiranno altre, che per sopravvivere (mettiamoci dalla parte del virus) alla difesa del nostro sistema immune, diviene sempre più contagioso per potere infettare più individui possibile; ma che al contempo diviene meno patogeno per le persone che infetta come pare stia facendo questa variante omicron. Dagli studi più recenti ha circa il 40% in meno di capacità di provocare malattia grave rispetto ai suoi predecessori. Naturalmente anche qui la nostra esperienza viene fatta giorno per giorno attraverso i dati che ci arrivano da tutto il mondo. Io rifuggirei sia dal catastrofismo spicciolo sia dai facili entusiasmi. Avrei una visione più ottimistica se venissero messe in atto tutte quelle precauzioni che non mi stancherò mai di ribadire: mascherine efficaci, consapevole distanziamento ed igiene.

    IL SENSO CIVICO

    A questo aggiungerei: buon senso e senso civico. Cosa voglio dire? Ho visto troppe persone fregarsene bellamente degli altri ed andare in giro pur essendo positivi al tampone e quindi, anche se senza sintomi, potenzialmente infettanti. Una causa secondo me di diffusione del virus sta nella falsa, vedremo perché, sicurezza data da un esito negativo di un tampone. I due tipi di tampone usati per rilevare il covid sono il molecolare, affidabilissimo quasi al 100%, ma che richiede un giorno per la risposta, ed ha in molti casi un costo, e quello antigienico cosiddetto rapido che ha una sensibilità però che in alcuni casi può essere inferiore al 60%. Ciò vuol dire che su dieci persone certamente infette fino a quattro potrebbero essere portatori del virus pur essendo negativi a questo tampone. Infatti, legittimamente e comprensibilmente rassicurata, una persona nell’illusione di sapersi negativa avrà comportamenti meno cauti e contribuirà così inconsapevolmente al contagio ed alla diffusione virale. Quindi precauzioni e buon senso anche in questo caso. Saluto tutti ed auguro un buon anno con queste parole: “Continuate a vivere con ottimismo, ma con cautela, buon senso e responsabilità” Forse, se sarà così, il prossimo fine anno festeggeremo liberi dall’incubo del Covid.

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