Ultimo aggiornamento:  15 Gennaio 2022

Da Velletri al Québec: storia del pittore veliterno Ippolito Zapponi

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  • Proprio nel giorno del Santo Patrono, il 23 novembre 1826, nasceva a Velletri il pittore Ippolito Zapponi, una delle figure più interessanti del panorama artistico-culturale cittadino tornato alla ribalta grazie alla conferenza sul tema tenuta dal dottor Luca Leoni all’Università delle Tre Età di Velletri.

    UN PITTORE NATO

    Battezzato presso la parrocchia di S. Martino e “insignito”, fra i vari nomi, anche di quello di Clemente, il patrono appunto, Zapponi travalicherà ampiamente i confini dei Castelli fino a diventare noto in Québec. Viste le sue doti artistiche il Comune di Velletri nella seconda metà dell’Ottocento gli attribuì una borsa di studio per perfezionarsi a Roma. Il suo dagherrotipo, che lo ritrae con il classico fiocchetto del pittore, restituisce l’immagine di un uomo mingherlino e dalla lunga barba.

    La pala di S. Geraldo a S. Clemente (Velletri)

    LA PALA DI S. GERALDO

    Per Velletri Zapponi realizzò la pala d’altare in onore di San Geraldo, il cui sarcofago è conservato nel Chiostro di S. Clemente e che emerse a seguito di un crollo del campanile datato 1656. In olio su tela e datato 1858, la pala – recentemente restaurata – raffigura il santo che chiede a Dio di proteggere i veliterni dalle incursioni dei nemici e in basso a sinistra si vedono proprio i nemici sfuggenti a seguito di una pioggia celeste scatenata dal Santo. La pala è oggi visibile nella Cattedrale di S. Clemente.

    Gli affreschi del Tempietto del Sangue di Velletri attribuiti a Zapponi

    GLI AFFRESCHI DEL TEMPIETTO

    Basilio Magni, insegnante e storico dell’arte di Velletri, che scrisse anche una storia dell’arte in tre volumi funse probabilmente da intermediario fra Zapponi e il Comune per conferirgli l’incarico artistico della pala. Lo stesso Magni nomina un altro dipinto, “La pace”, collocato nel Palazzo Comunale e andato misteriosamente perduto. Zapponi lavora molto su soggetti religiosi e ritratti. Fra le opere attribuitegli vi sono gli affreschi sulla volta del Tempietto del Sangue o Tempietto Bramantesco, in Piazza Cesare Ottaviano Augusto a Velletri. Quattro angeli, purtroppo rovinati, ognuno con un simbolo della passione (lancia, croce, spugna).

    “S. Michele Arcangelo sconfigge Lucifero” (1868, conservata in Quèbec)

    RITRATTI E OPERE RELIGIOSE

    Tra i tanti ritratti eseguiti (committenze che erano, soprattutto in alcune fasi della sua vita, forse le uniche fonti di sostentamento) spicca quello dell’architetto Gaetano Morichini (1866), progettista della Chiesa nella piazza principale di Anzio. Nonostante uno stile definito talvolta “scolastico”, Zapponi lavorò alacremente e le sue tracce sono ovunque (anche nella Capitale, dove è curioso il caso della statuetta di S. Andrea poi protetta con una copertura marmorea a mo’ di tempietto in via Mura Aurelie, o “L’Angelo Custode” nella Cappella Berardi a S. Maria in Aquiro).

    Opere di Zapponi in una Chiesa del Quèbec

    LA SVOLTA CANADESE

    La svolta arrivò nel 1868: Zapponi comincia a lavorare per delle copie destinate ad alcune Chiese del Québec, con il tramite di un Vescovo. Eseguiva opere che arrivavano oltreoceano, a cominciare dalla copia del S. Michele Arcangelo – simbolo della romanità e icona della città eterna – il cui originale è nella Chiesa dei Cappuccini di via Veneto a Roma. In molti luoghi religiosi del Québec si rinvengono le sue produzioni, olio su tela, sia originali che copie, firmate dall’artista veliterno: il censimento presentato da Luca Leoni è vasto, e comprende anche molti ritratti come quello dell’abate Louis Napolèon St-Onge (1874), ritratto di un anonimo sacerdote (1878), ritratto di Padre Cyrille Beaudry (1875), ritratto di padre Prosper Beaudry (1875), questi ultimi due oggi conservati nel Musèee d’Art de Joliette in Québec.  

    UN RICORDO SBIADITO?

    E Velletri? Da città specialista nel mancato riconoscimento dei suoi figli d’arte non ha dedicato neanche una strada o un vicolo a questo pittore. Nel 2008 l’ultimo evento in suo ricordo, a Palazzo Comunale, con la presenza della direttrice dell’agenzia culturale del Québec in Italia. L’ultimo dipinto di Zapponi datato è del 1889 ed è oggi conservato nei Musei Lateranensi. Dopo il buio, con la notizia della morte del pittore che risale al 1895 in Roma.

    Si ringrazia il dottor Luca Leoni per le immagini e le info.

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