Nell’ultimo consiglio comunale si è parlato di danni al Monte Artemisio. Al centro del dibattito, sollevato da diversi esponenti, la considerazione per cui sono stati tagliati molti più alberi del dovuto. Una questione che non ha indignato solo membri dell’opposizione, ma anche della maggioranza.
ALBERI TAGLIATI
Tra gli interventi più duri, quello di Maria Paola De Marchis, consigliera comunale di Italia Viva che già da tempo ha preso le distanze dall’Amministrazione: “In quattro anni, a Velletri, sull’Artemisio, sono stati tagliati 500 alberi più del dovuto. Cinquecento. Più tutta un’altra serie di danni arrecati al bosco che qui non enumero per brevità e che vedono per protagonista sempre la medesima ditta. E questo a fronte di un’ammenda per gli illeciti commessi assai risibile e che alla ditta in questione non reca gran che danno”, ha sottolineato l’esponente renziana.
LA VIGILANZA
“Al di là di tutte le considerazioni (e gli improperi) che si potrebbero avanzare verso questo ennesimo scempio della mia città, io mi chiedo anche in che cosa era impegnato chi avrebbe dovuto vigilare sulla nostra montagna in questi quattro anni. In quattro anni non ci siamo accorti proprio di nulla? Possibile?”, si chiede Maria Paola De Marchis, lasciandosi andare ad un po’ di sarcasmo: “Eppure molti consiglieri comunali vantano sui social le loro floride raccolte di funghi nel bosco e il loro andar per selve. Capisco che siano sempre presi dal guardarsi la schiena per evitare che qualche compagno di partito gli pianti un coltello mentre non sono attenti, ma ogni tanto potrebbero anche guardarsi intorno per vedere in che condizioni è la città. Ogni tanto. Non dico sempre”.
LA CONSTATAZIONE
La constatazione finale è ancora ironica e amara, e rimanda a un altro fatto da approfondire: “Comunque, guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Qui sappiamo, almeno in parte, con chi prendercela. Chi abbia invece asfaltato un tratto di Appia Antica mesi fa, al di là delle dicerie di paese, gode invece ancora del silenzio e, passatemi il termine, dell’omertà di più di qualcuno”, ha concluso Maria Paola De Marchis.