Ho letto recentemente su questo periodico un interessante articolo di Giuseppe Mommo, fondante la propria argomentazione su un principio di diritto dato per scontato: la responsabilità penale è individuale. Da qui muovo per passare ad altro argomento.
Il Decreto-legge del 21/9 /’21, N. 127, detta:” il personale…privo della predetta certificazione verde covid 19 al momento dell’accesso al luogo di lavoro…è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta certificazione, e comunque non oltre il 31/12/’21….per i giorni d’assenza ingiustificata non sono dovuti né retribuzione, né altro compenso o emolumento, comunque denominati. “
Il Decreto-legge 19/11/’21, N. 165, detta “Il personale privo del green pass al momento dell’accesso al luogo di lavoro…è considerato assente ingiustificato e non avrà diritto alla retribuzione o altro compenso fino al termine della cessazione dello stato d’emergenza, previsto, ad oggi e salvo modifiche, per il 31/12/’21. “ Ciò premesso, a parte una contraddizione in termini nella considerazione di un presente come assente, che si legge in entrambi i dettati, ed aggiornando sul termine della cessazione dell’emergenza, che è stato già prolungato almeno al 31/3/’22, è solo su un punto preciso che voglio portare l’attenzione.
Per forse la maggioranza degli impiegati, e senza forse dei lavoratori è abituale arrivare a fatica a fine mese. Tenendo presente ciò, e profittando del fatto che il primo DL citato è proprio di settembre, il mese in cui incombono le spese per l’acquisto dei libri di testo, il venir meno della retribuzione potrebbe portare, in caso di figli studenti, all’interruzione della loro carriera scolastica, a tirare la cinghia negli acquisti alimentari, a disdire impegni di mutuo per la casa o d’acquisti rateali iniziati, con relative conseguenze anche sulla moglie.
Ad ottobre il nuovo vuoto porterebbe all’impossibilità di pagare le bollette di acqua, luce, gas. A novembre il terzo vuoto genererebbe necessariamente l’impossibilità di pagare l’affitto, mentre solerti tecnici verrebbero a tagliare le utenze. A dicembre il “salto” della tredicesima porterebbe già alla fame, mentre, magari per Natale, diverrebbe esecutiva l’ordinanza di sfratto per morosità.
Dopodiché, a marzo qualcuno di loro potrebbe anche non arrivare, dopo una notte sotto un cavalcavia o una rissa con altri homeless. Il punto è questo: se è vero che quel lavoratore ha una responsabilità personale per la sua renitenza, ergo in qualche modo, magari non così grave, può essere sanzionato, quella moglie, quei bambini o ragazzi, quale corresponsabilità hanno nel comportamento paterno, su quale fondamento giuridico devono esser puniti in modi tanto degradanti?