Ultimo aggiornamento:  29 Febbraio 2024

L’Ospedale “Paolo Colombo” di Velletri, tra teorie antitetiche e speranze sincere: focus su progetti e nuova Tac

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  • La narrazione giornalistica ha un compito ben preciso: orientare nel caos. Sull’Ospedale “Paolo Colombo” di Velletri, purtroppo, di confusione ce n’è anche troppa e non solo nelle ultime settimane ma ormai da anni. Risulta chiaro, senza bisogno di ricorrere ad analisti politici di fama internazionale, come la questione sanitaria – che sta a cuore a tutta la cittadinanza – abbia determinato in parte anche gli esiti delle scorse amministrative veliterne. Proprio per questo è fondamentale restituire ai lettori un quadro chiaro e scevro dai proclami, per evitare – come diceva qualche illustre personalità politica veliterna – che “quelli che abitano a Castel Ginnetti leggendo distrattamente i giornali vadano a pensare che l’Ospedale abbia chiuso”.

    GLI ATTI REGIONALI E IL PRESIDIO DI SICUREZZA

    La nostra Redazione cercherà di apportare un contributo oggettivo al dibattito, anche grazie alla testimonianza di chi la realtà ospedaliera la conosce avendola vissuta ventiquattr’ore su ventiquattro e non soltanto sporadicamente. L’attenzione sull’Ospedale, da parte dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Ascanio Cascella, si è fin qui manifestata attraverso la pubblicazione degli atti regionali che prevedono la riapertura del Punto Nascita e l’attivazione di posti per Neonatologia (4), Otorinolaringoiatra (2), Geriatria (17). Si è ribadito più volte che l’importo di 27 milioni di euro – al centro della campagna elettorale di Orlando Pocci supportato da quel Daniele Ognibene all’epoca consigliere regionale di maggioranza – è confermato. Inoltre il primo cittadino ha annunciato poche ora fa l’approvazione di una delibera di giunta che prevede il ritorno di un presidio di pubblica sicurezza, adiacente al pronto soccorso. “Una decisione importante”, ha detto il Sindaco, “nata dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale, l’Azienda Sanitaria e il commissariato di Polizia di Velletri per dare un forte segnale di sicurezza al personale sanitario, all’utenza e a tutte le vittime di violenza che si recano presso il pronto soccorso e necessitano di assistenza”.

    LA TAC A 128 STRATI

    Ma la notizia più recente riguarda l’acquisto di una nuova TAC a 128 strati, dopo quella del 2019 che fu installata alla presenza degli allora primi cittadini di Lariano e Velletri, Caliciotti e Pocci, e poi al centro di una serie di riflessioni sul fatto che non fosse proprio di ultimissima generazione né tanto meno performante per i ritmi del “Colombo”. A sgomberare il campo dagli equivoci ci ha pensato Claudio Mascetti, stimato medico, precisando in un post dall’ampio share sui social come “quella a 128 strati è un’ottima TC assolutamente compatibile con le necessità del nostro Ospedale.  Guardando ad un recente passato abbiamo avuto a Velletri una TC a 4 strati sostituita con una a 16 strati venduta politicamente (ma non per gli addetti ai lavori!) dalla precedente governance come tecnologia moderna”, ha aggiunto riferendosi proprio all’inaugurazione del 2019 con tanto di foto delle autorità davanti al macchinario. Uno scatto, dinanzi alla TAC 16 strati, effettuato mentre nello stesso periodo all’Ospedale dei Castelli venivano acquistate due Tac a 64 strati, una delle quali spectral (dual energy) ovvero con un software di 128 strati (quindi, in pratica, come quella che dovrebbe arrivare a Velletri adesso).  “Se ciò avvenisse”, ha detto Mascetti, ricordando come per ora si tratti di indizione gara, “sarebbe sicuramente un’evoluzione tecnologica positiva per il nostro Ospedale”.

    I FINANZIAMENTI E LE GARE

    Lo stesso Mascetti invita tutti a evitare la demagogia, perché – come ha sempre ribadito anche durante la sua esperienza in Consiglio Comunale – la salute è un diritto di tutti che non ha colore politico. “D’Amato”, ha continuato il dottor Mascetti, “affermò l’aggiudicazione di una gara di due TC per la Asl RM6 (non specificando gli Ospedali di destinazione a differenza dell’attuale gara) il 23/9/22 ovvero cinque mesi prima del termine della legislatura ovvero a fine legislatura. E nei dieci anni precedenti? Le elezioni regionali ci furono a febbraio 2023 e l’esito anche per questo motivo fu scontato”. Inoltre Mascetti ha posto un’altra serie di domande, di tipo tecnico e pratico: “Il 20/7/21 furono stanziati 27 milioni di euro per adeguamento sismico, tecnologico e funzionale per l’Ospedale di Velletri.  Di questi il 20% è stato liquidato il 7/2/22.  Perché ad un anno dalla fine della precedente governance (D’Amato/Zingaretti) visto che si trattava anche di adeguamento tecnologico non è stata acquistata con quei fondi la TC? E perché ad un anno dall’insediamento della nuova governance si deve acquistare con i fondi del Giubileo visto che c’è stato un bando di gara come affermato da D’Amato e quindi con risorse presumibilmente già stanziate oltre ai fondi già acquisiti dalla ASL?  E per finire come sono stati utilizzati quei fondi (5 milioni e 400mila €) che sono nelle casse della ASL da due anni precisi (7/2/22) e destinati come da delibera esclusivamente per il nostro Ospedale?  Queste e tante altre domande a mio parere una politica informata dovrebbe porsi in un Settore come quello Sanitario sul quale tutti i rappresentanti politici dovrebbero unirsi più che dividersi”.

    ALIMENTARE L’ATTENZIONE SULL’OSPEDALE

    In attesa di conoscere le risposte a queste domande ma soprattutto di vedere gli esiti dei “pezzi di carta”, che certificano senz’altro un’attenzione aumentata nei confronti dell’Ospedale, la situazione del “Paolo Colombo” rimane da monitorare in quanto il presidio, punto di riferimento per centinaia di cittadini ogni giorno, aspetta un rilancio definitivo che lo ponga al di sopra dell’agone politico. Un agone spesso capace di influenzare l’opinione pubblica in base a racconti diametralmente opposti della stessa stora, tanto che a leggere scritti a caso nello sterminato mondo telematico in alcuni casi pare di avere sotto casa un Policlinico rinnovato e in altri di non poter fare neanche un prelievo ematico vista la carenza di personale e di strutture. La verità è sempre abbastanza oggettiva, così come lo sono i dubbi se sollevati da chi è competente in materia, e al momento ci sembra che le riflessioni del dottor Mascetti siano le più adatte in quanto realistiche e disinteressate per meglio inquadrare la situazione.

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