Ultimo aggiornamento:  8 Agosto 2022

Memoria ’900 alla scoperta di Aldo Braibanti: un convegno-spettacolo sul poeta “contro”

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  • In questi caldi giorni di agosto, l’Associazione Culturale Memoria ’900 è a lavoro per quelle che saranno le attività della ripresa. La prima in calendario è prevista venerdì 7 ottobre, in Auditorium, alla Casa delle Culture e della Musica. Protagonista il poeta Aldo Braibanti (nella foto, tratta dallo screenshot al trailer del documentario a lui dedicato nel 2020), a cui è stato dedicato l’ultimo film del maestro Gianni Amelio, in uscita proprio a settembre. Memoria ’900 però vuole riscoprire Braibanti da un punto di vista letterario, mettendone in evidenza l’opera, le liriche, i messaggi contenuti nella poesia vista come atto politico. In attesa di svelare i dettagli, gli ospiti e i contributi dell’evento a presentare l’iniziativa “Te lo ricordi Braibanti?” è la presidente, Emanuela Treggiari, in una breve intervista.

    Uno dei prossimi eventi dell’Associazione Memoria ’900 si intitola “Te lo ricordi Braibanti?”. Emanuela Treggiari se lo ricorda? E che reminiscenze ha?

    Ricordo molto bene la vicenda che ci fece conoscere Braibanti. Fu una vicenda giudiziaria con l’accusa infamante di plagio perpetrato ai danni del suo giovane compagno. Ero giovanissima in quegli anni nei quali avvertivamo, come generazione, l’urgenza di grandi cambiamenti nella società. Cosi la vicenda di Braibanti diventò emblematica di uno scontro generazionale che di lì a poco avrebbe trasformato il Paese. Da una parte la difesa di principi autoritari, dall’altra la spinta a cambiare profondamente i costumi, la cultura, le norme giuridiche. Poco prima l’Italia aveva vissuto il caso de “La Zanzara”, un giornale studentesco del liceo Parini di Milano, che fu denunciato per oscenità.

    Il film “Il Signore delle Formiche” è molto atteso e racconterà una storia che è un caso giudiziario prima di tutto. L’obiettivo di Memoria ’900 è tuttavia quello di fare luce anche sul “caso letterario”. Quali sono gli aspetti innovativi della poetica di Braibanti?

    Restituire appieno la memoria alla figura di Braibanti è un atto di giustizia riparatoria, poiché non fu soltanto un omosessuale condannato per plagio, ma intellettuale complesso e coerente che merita di essere conosciuto per la cifra che ne caratterizza il pensiero, come sostiene Stefano Raffo nella prefazione al libro “Emergenze. Conversazioni con Aldo Braibanti”. Braibanti fece della poesia un atto politico come spesso accade nella letteratura, ma visse una sorta di autonomia anche nell’essere “contro”, quasi in solitudine per la forza polemica che esprimeva verso categorie che si consideravano innovatrici – se non rivoluzionarie – ma che ormai si erano cristallizzate.

    È stata scelta la formula del convegno-spettacolo. Perché questa formula e come si svilupperà, senza voler anticipare troppo?

    Vorremmo parlare di Braibanti coinvolgendo emotivamente ed empaticamente il pubblico. Il            convegno-spettacolo è la formula adatta ad intrecciare le parole del poeta con la lettura che oggi si può dare della sua opera e delle sue vicende umane.

    C’è un legame fra Braibanti e Pasolini, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita? Entrambi si videro “strappati” alla poesia e invischiati in una vicenda altra, purtroppo con esiti mortiferi per Pasolini…

    Pasolini e Braibanti – di entrambi ricorre in questo anno il centenario della nascita – presentano molti elementi in comune. Entrambi intellettuali scomodi che hanno sofferto di una condizione di emarginazione per le loro scelte sessuali.  Entrambi poeti, registi impegnati nel cinema e nel teatro esprimevano una critica alla società che si rivelò profetica. Pasolini, ormai affermato e riconosciuto come uno dei maggiori poeti e come straordinario intellettuale del’900, ebbe parole forti a sostegno di Braibanti. Di lui disse: “La sua presenza nella letteratura è stata sempre intelligente, discreta, priva di vanità, incapace di invadenze”

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