Ultimo aggiornamento:  2 Dicembre 2022

Paolo Del Debbio ha inaugurato “Velletri Libris Christmas Edition” con “Il filo dell’aquilone”

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  • Primo appuntamento della rassegna natalizia “Velletri Libris Christmas Edition”, che lungo tutto il mese di dicembre offre una interessante programmazione – con tanti generi letterari diversi e molteplici ospiti – nella suggestiva cornice dell’Auditorium “Romina Trenta” alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri. Nel primo evento della rassegna ideata e realizzata da Mondadori Bookstore Velletri-Lariano-Genzano-Frascati-Cisterna e Fondazione De Cultura, è stato ospite il conduttore televisivo, giornalista e scrittore Paolo Del Debbio.

    A dare il benvenuto, a nome della Mondadori Bookstore e della Fondazione De Cultura, Guido Ciarla, il quale ha presentato il programma in breve ribadendo la missione dell’organizzazione, ovvero quella di aggregare intorno al libro. “Dopo il successo di questa estate”, ha detto il libraio veliterno, “è bello ritrovarsi qui in questo bellissimo posto per condividere altri momenti e altre emozioni e di questo ringrazio ovviamente autori, editori e il pubblico che sempre ci supporta”. Sono dunque saliti sul palco Aurora De Marzi, in qualità di moderatrice, e Paolo Del Debbio.

    Il libro protagonista, “Il filo dell’aquilone” (Mondadori), è un romanzo intimo e coinvolgente che narra la storia di Astorre Cantacci, e del suo percorso di formazione che unisce a una profonda riflessione filosofica e teologica uno sguardo partecipe sulla fragilità che accomuna tutti gli esseri umani. Dopo essere stato “battezzato”, come trovatello, col nome di Mario Casa, le suore gli trovano una famiglia onorevole e rispettabile dove il piccolo può crescere sereno. Il nuovo nome di Mario è Astorre Cantacci, e il giovane cresce con il suo carattere vivace. Ama salire sugli alberi, ricordando un po’ il barone rampante di Calvino, ed è serio, responsabile e attento.

    Il profilo del personaggio lo ha tracciato, con gran precisione, proprio l’autore: “è un bambino molto dotato, bello, perspicace, riesce a compiere gli studi senza fatica. Anzi, si accorge di essere veloce nello studio ed è talmente curioso che passa i pomeriggi in un grande armadio, di quelli a due ante, in noce, che si trovano nelle case di una volta. Astorre vede i tanti vestiti riposti lì dentro, alcuni sontuosi e altri più umili, e affida a ogni abito un personaggio, facendo poi interagire questi suoi personaggi immaginari”. “Sin da piccolo”, ha aggiunto Paolo Del Debbio, “è inquieto. Un po’ per la sua intelligenza, un po’ per la velocità di pensiero e per la capacità di intuire subito le cose. Si sente allora in gabbia e l’unica cosa che non gli pesa è il fantasticare”.

    Un profilo interessante, che sembra destinato a una vita di successo senza troppi scossoni: una relazione amorosa, il lavoro di avvocato, il profitto in ognuna delle sue attività. “Astorre con estremo dovere e con estremo rigore riesce a far ogni cosa, ma si tormenta perché non capisce cosa gli manca”, ha detto l’autore. Una mancanza, quella provata dal personaggio, in cui ognuno può ritrovarsi: è infatti indubbio che chiunque, nella propria vita, si sia sentito soffocato, non a proprio agio, non realizzato in un certo periodo dell’esistenza. “Essere inquieti è sano, bisogna dubitare di chi ha solo certezze: così sono nate le dittature, in cui qualcuno che si sentiva depositario della verità ha pensato bene di imporla agli altri”, ha specificato Del Debbio.

    La svolta in questo romanzo arriva d’estate, quando con la propria famiglia Astorre si reca a Lucca, e inizia a conoscere il monastero di Farneta – dove il padre compra olio e vino – tristemente famoso per l’eccidio nazista del 1944. Diventato sin da piccolo il “beniamino” dei monaci, la mascotte, Astorre viene colpito da un particolare suggeritogli dal frate portinaio, Gregorio. A catturare la sua attenzione sono i figli dei contadini che in una giornata ventosa fanno volare i propri aquiloni: “sai perché volano?”, gli chiede il frate, e Astorre riesce a dare solo spiegazioni logiche. L’unica realtà, apparentemente semplice ma profonda, risiede nel fatto che per volare un aquilone deve avere bene attaccato il filo. Da lì inizierà una profonda riflessione che gli muterà l’esistenza.

    La serata – impreziosita dalle letture di Emanuele Cammaroto e Silvia Ciriaci, che ha curato anche le riduzioni – si è conclusa con il firma-copie finale e le foto-ricordo, mentre all’esterno nel colonnato del Chiostro è stata allestita una degustazione con ciambelline e vino. “Velletri Libris Christmas Edition” ha avuto inizio con una bella serata e proseguirà l’8 dicembre (ore 18.30) sempre nell’Auditorium “Romina Trenta” con il magistrato Nicola Gratteri.

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