Ultimo aggiornamento:  22 Ottobre 2021

Riflessioni sulla transizione ecologica

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  • L’Obiettivo 7 dell’Agenda 2030, “Energia pulita e accessibile” sostiene l’accesso di tutti a servizi di approvvigionamento energetico affidabili, moderni ed economicamente accessibili, e va considerato insieme all’Obiettivo 13 dell’Agenda “Lotta contro il cambiamento climatico”, essendo i combustibili fossili le attuali fonti energetiche più diffuse e più inquinanti in termini di rilascio di anidride carbonica in atmosfera. Gli esperti ci dicono che la quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale dovrà essere nettamente aumentata e il tasso di incremento dell’efficienza energetica a livello mondiale dovrà essere raddoppiato. Una decarbonizzazione rapida e profonda in tutto il mondo è lo scenario elaborato dalla IEA (International Energy Agency) per riuscire a contenere l’aumento delle temperature  medie nel mondo, nel modo più rapido possibile, e prevede l’impiego massiccio delle tecnologie conosciute come green: pannelli fotovoltaici, impianti eolici, sistemi di accumulo e mobilità sostenibile. Ma come?

    LA RIVOLUZIONE ELETTRICA

    Presadiretta, la trasmissione di RAI3 condotta da Riccardo Iacona del 20 Settembre 2021, dal titolo “La Rivoluzione Elettrica“, ha trattato il tema dei costi ambientali e sociali delle energie rinnovabili e della transizione verso il “tutto elettrico“. La trasmissione può essere rivista su Raiplay, dura circa centoventicinque minuti, ma le immagini forti sono nell’intervallo da quattordici a venti minuti. Nel suo recente libro “Energia verde? Prepariamoci a scavare“, l’Ingegnere minerario Giovanni Brusatti, ci spiega che la costruzione di questi disposistivi richiede enormi quantità di risorse non rinnovabili, le cui difficoltà di approvvigionamento sono ben documentate dalla trasmissione di Riccardo Iacona. Un conto è dire di voler andare “tutto elettrico”, un conto è riuscire a farlo. Il problema principale sta nella creazione di una rete di fornitori affidabile e competitiva. Passare completamente alle zero emissioni comporta sforzi enormi su tutti gli anelli della catena del valore, dai fornitori fino alle industrie estrattive.  

    FOCUS DI ANDREA DE TOMMASI

    Smartphone, elettrodomestici, pannelli solari, ma anche batterie per auto, droni e altri dispositivi elettrici, sono tutti oggetti che fanno parte della nostra quotidianità e hanno una cosa in comune: hanno bisogno di componenti che contengono metalli e altri minerali. Molti di questi sono definiti materie prime “critiche” perché svolgono un ruolo chiave nell’economia, oppure “terre rare” nel mondo della fisica – chimica. Dicono però molti esperti, compresa l’Agenzia Internazionale dell’Energia, che a livello globale non sono sufficienti per far fronte alle richieste poste dalla transizione ecologica. Un rischio destinato a crescere sulla scia del progressivo abbandono dei combustibili fossili. Il focus di Andrea De Tommasi della Newsletter Futuranetwork dello scorso 15 Settembre https://futuranetwork.eu/focus/533-2785/le-insidie-nella-corsa-alle-materie-prime-la-transizione-ecologica-passa-da-qui esamina la questione con dovizia di particolari. Donato Speroni riprende il tema sulla Newsletter dell’ASviS dello scorso 17 Settembre, nell’ editoriale dedicato a come attuare la “giusta transizione” https://asvis.it/editoriali/1288-10444/sul-clima-divergenze-sempre-piu-profonde-come-attuare-la-giusta-transizione

    CONFRONTO PLANETARIO PER I METALLI RARI

    Enrico Sassoon con il suo editoriale “Il confronto planetario per i metalli rari” ritorna sull’argomento sulla Newsletter Futuranetwork dello scorso 29 Settembre, link: https://futuranetwork.eu/interventi-e-interviste/638-2820/il-confronto-planetario-per-i-metalli-rari . Sono poco conosciuti dal grande pubblico, ma sono alla base della produzione dei beni più importanti utilizzati dalle società avanzate, dai computer agli smartphone, dai pannelli solari alle pale eoliche. Domina il mercato la Cina, che ne produce il 95% del totale mondiale. In un quadro di dipendenza di tutti gli altri Paesi che potrebbe innescare conflitti. Specie con gli Stati Uniti. Prendiamo come esempio lo smartphone. Bene, in questo strumento è presente la quasi totalità dei metalli rari: le batterie sono fatte di cobalto, estratto prevalentemente in Congo, e litio, che viene quasi interamente dalla Cina; nella componente elettronica si trovano il gallio che arriva dal sud della Cina, il tantalio del Mozambico, e il gadolinio di origine brasiliana. Nello schermo ci sono parti di ittrio, indio e disprosio. Altre terre rare, in proporzioni minori, entrano nel telaio e nelle connessioni interne. Senza questa serie di metalli rari possiamo dimenticarci questo strumento magico. In un’auto elettrica troviamo lantanio e cerio nelle batterie ibride; cerio, lantanio e zirconio nel convertitore catalitico, neodimio nei magneti del motore elettrico e nei fari, europio e ittrio nello schermo di bordo, ittrio nei sensori, neodimio, praseodimio, disprosio e terbio nel generatore e motore elettrico. Pale eoliche e pannelli solari richiedono materiali sempre più sofisticati, ma anche molto rari e costosi e fortemente inquinanti, sia in fase di produzione che di consumo. È certamente il costo da pagare per un contrasto al cambiamento climatico che impone il passaggio accelerato a nuove fonti di energia e la decarbonizzazione di quelle più utilizzate, ma è una realtà di cui rendersi consapevoli.

    ECONOMIA CIRCOLARE

    Esperti di Economia Circolare sono pronti ad affermare che tutto questo è un falso problema, perchè tutto si risolverà introducendo nel mondo dell’eletronica il concetto di Economia Circolare, attraverso processi di valorizzazione dei rifiuti RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Può darsi, ma ad oggi mancano dati certificati a prova delle affermazioni. La concreta attuazione della “Strategia nazionale per l’economia circolare”, con tutti i suoi limiti temporali, potrebbe testimoniare una volontà attuativa. In conclusione, non esistono soluzioni semplici al problema della giusta transizione energetica. Non esiste una verità assoluta. Non c’è una risposta univoca. La migliore soluzione è l’educazione all’utilizzo intelligente dell’energia. L’energia è alla base di ogni attività umana, sia essa sviluppata attraverso il ciclo metabolico, sia attraverso la combustione di combustibili fossili, sia attraverso reazione nucleari. Bisognerebbe insegnare a riflettere su tutto il ciclo che sta alla base dell’accensione di una semplice lampadina. E non parliamo di Idrogeno, perchè esso non è una fonte energetica ma semplicemente un vettore energetico che va prodotto consumando energia prodotta da fonti energetiche primarie.

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