Ultimo aggiornamento:  28 Marzo 2022

Sergio Andreozzi: “Lavori di avvicinamento alle elezioni in itinere”

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  • Eletto all’unanimità presidente del Consiglio Comunale, nel 2018, con la lista Velletri e Beni Comuni, oggi Sergio Andreozzi traccia un bilancio del suo ruolo di garante istituzionale dividendosi fra gli studi universitari e la politica cittadina. Una posizione, quella del Presidente del Consiglio, diversa rispetto a quella di assessore ricoperta fino al 2018. Con l’ex delegato ai Beni Comuni abbiamo parlato di sanità, rapporti istituzionali, alleanze, futuro verso le elezioni comunali.

    Sergio Andreozzi, da assessore ai beni comuni a massima carica del Consiglio Comunale. A ormai un anno dal voto, puoi fare un primo bilancio di quest’esperienza in tale ruolo?

    Se considero il mio modo di fare politica e i miei fini istituzionali, tra le due cariche preferisco senza dubbio quella di assessore, ruolo a contatto diretto con i cittadini e con la amministrazione. I tuoi indirizzi e controlli interessano il cuore dei problemi delle persone, ed è importante tenere a bada e risolvere eventuali fibrillazioni. Quella di Presidente è tuttavia un’esperienza che completa le caratteristiche di un amministratore: a praticità e velocità di decisione si associano quelle di equilibrio e mediazione tra parti contrapposte. Io spero di esserci riuscito.

    Hai ricoperto una figura di garanzia ma spesso ti sei espresso su questioni scottanti come la sanità. Non ultima la vicenda del PNRR, dove è sembrato tu abbia mosso alcune critiche. Velletri a livello sanitario che ruolo si appresta ad avere e c’è davvero da preoccuparsi?

    È quasi sempre fuori luogo da parte di chi deve garantire il rispetto di diverse posizioni esporre in Consiglio quella personale. Dalla Presidenza, in molte circostanze, mi sono limitato a fare brevi considerazioni personali sui fatti in discussione. In altre, non condividendo alcune scelte, mi sono astenuto dal voto. Soltanto in pochissime occasioni ho ricoperto la carica di consigliere ed ho articolato un discorso. Una di queste è quella che vedeva la discussione sui temi della sanità locale. La mia vita lavorativa mi ha fatto conoscere la realtà della sanità, soprattutto in questa ASL nel suo interno, da osservatore comunque esterno e da paziente/cliente. Oggi che sto per terminare studi che riguardano proprio questo tema e forte di un’esperienza politica credo di poter dire la mia su come si stia pianificando e organizzando la sanità sul nostro territorio. Senza entrare nel dettaglio che ci porterebbe via molto tempo possiamo sintetizzare nel dire che ancora non è ben chiaro alla dirigenza ASL ed alla politica regionale cosa si voglia fare sul nostro territorio, sia per quanto riguarda la medicina ospedaliera, sia per quella di prossimità. Se centrare il piano d’azione sul Nuovo Ospedale dei Castelli facendolo diventare unico centro per la degenza e cura delle acuzie, trasformando le altre strutture in centri per patologie croniche, o rendere giustizia al vecchio piano strategico aziendale che vedeva le vecchie strutture votate ognuna ad una specializzazione diversa come spoke per il nuovo ospedale, centro d’eccellenza per trattamenti medici di alta intensità. Per il momento comunque il management sanitario si sta preoccupando di mettere a norma e modernizzare gli edifici e questo ci fa ben sperare. Una cosa, tuttavia, è certa: attualmente, per le caratteristiche del territorio, e per la sua numerosità di abitanti, nessuna delle tre strutture (Frascati, Anzio e Velletri) può essere dismessa. Per legge!

    In Consiglio Comunale è vivo il ricordo di Romina Trenta. Che pensiero le vuoi dedicare, a due mesi dalla tragica scomparsa che ha lasciato il vuoto in ognuno di noi?

    La perdita dell’Assessora Romina Trenta è molto dolorosa da superare. Non sarà facile riempire quel vuoto. Sia dal punto di vista caratteriale di Romina, sia dal punto di vista della precisione e caparbietà di come portava avanti le due deleghe, sia dal punto di vista di una figura femminile dall’alto profilo e futuro politico. Personalmente ho perso una delle poche persone con cui riuscivo ad avere un confronto costruttivo, una collaborazione, un conforto. Oggi mi sento davvero più solo.

    Viste anche le tue esperienze precedenti, questo Consiglio è stato produttivo oppure avrebbe potuto fare di più da un punto di vista amministrativo?

    Considerando l’assioma che si può fare sempre meglio e sempre di più, se teniamo in debito conto le varie impreviste e poco prevedibili situazioni occorse in questi ultimi anni, almeno per quanto concerne il lavori di Consiglio abbiamo svolto un ottimo lavoro. L’Amministrazione è riuscita a portare avanti senza affanno le proprie attività e scadenze, la minoranza ha avuto modo di farsi sentire con consigli straordinari, interrogazioni e mozioni. È comunque mia intenzione ottenere un risultato storico e cioè quello di discutere tutti i punti all’ordine del giorno prima della fine del mandato. Solo così potrò considerarmi soddisfatto.

    Qual è il clima che vige in Consiglio tra maggioranza e opposizione? C’è collaborazione?

    Sono tanti anni ormai, probabilmente da sempre, che non esiste collaborazione tra parti contrapposte. Diverso il modo di vedere le cose, vecchi rancori di campagne elettorali precedenti, posizioni di opportunità politica sono cose che non danno maniera di trovare unità di intenti. Se poi aggiungiamo una scarsa comunicazione unita ad una politica personalistica dell’organo governativo tutto diventa più difficile. Nonostante tanti appelli e buoni propositi in poche occasioni, purtroppo non c’è stata una fattiva collaborazione tra le parti.

    Impossibile non parlare dei cambiamenti di assetto: Italia Viva ha lasciato la maggioranza, Articolo 1 ne ha preso le distanze, ultimamente anche Patto Popolare ha mosso critiche a Pocci. Al di là dei numeri, questi dati politicamente cosa significano?

    La continua mancanza di confronto e collegialità tra Governo e formazioni politiche di coalizione ha portato ovviamente ad insoddisfazioni e malumori che alla fine sono sfociate in allontanamenti e distanziamenti. Sono caratteristiche politiche presenti ovunque ed a ogni livello. Per il momento questi cambiamenti non hanno condizionato l’attività politica dell’amministrazione che conta ancora su una forte maggioranza. I lavori di avvicinamento alle nuove elezioni sono in itinere ma sono certo che, come sempre, si troveranno accordi.

    Guardiamo al futuro: cosa farà Sergio Andreozzi, forte degli oltre 400 voti riportati nel 2018? Il campo del centrosinistra farà ancora quadrato intorno a Pocci oppure possono aprirsi altri scenari?

    In questo momento sono concentrato a centrare due importanti obiettivi: portare a termine nel modo più dignitoso possibile il mio ruolo di garante tra le parti, nelle attività di Consiglio e chiudere il mio corso di studi. Poi si vedrà. Di certo non ho mai pensato di dovermi sostenere economicamente con la carriera politica, che doveva essere soltanto un tentativo di dare un contributo per migliorare la mia città. Dai riscontri ricevuti penso che in questi quindici anni un po’ io l’abbia fatto. E per questo sono soddisfatto. L’attuale stravolgimento degli atteggiamenti ed approcci nel mondo politico mi hanno fatto, tuttavia, perdere motivazioni che però ritornano ancora più forti quando si presentano davanti a me tanti cittadini in difficoltà. Sinceramente sto riflettendo, su ogni cosa!

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