Ultimo aggiornamento:  18 Dicembre 2021

Il giovane e il vecchio prete

Articoli in tendenza - ultimi 7 giorni

  • E’ stato un abbraccio fraterno il suo, arricchito dal dono di due barrette di cioccolato e un wafer con sopra un decoro meringato. Ghiottonerie, si direbbe, che in genere rendono felici i bambini. Lo strano visitatore si è mosso con evidente curiosità nello spazio che è contemporaneamente sacrestia, ufficio parrocchiale, confessionale e sala per incontri.

    Per lui quella era la prima volta.

    Superato l’impatto iniziale, ci siamo ritrovati l’uno dinanzi all’altro seduti in affabile conversazione.

    Quel sacerdote, semplice nel modo di porsi e sincero nel dire il suo pensiero, ha avuto il privilegio di spiazzarmi. Ai suoi occhi sono apparso subito come “un prete nato troppo presto rispetto al tempo in cui oggi viviamo”. Lui è giovane e come tale mi ha fatto un complimento. Ho sempre desiderato avere al mio fianco un coadiutore che fosse alunno docile e insieme sostegno valido, pur sapendo che non è facile abbinare la saggezza del vecchio alla freschezza del giovane, l’assennata immobilità di chi ha fatto già la sua storia all’esuberanza del nuovo venuto che ingenuamente sogna di cambiare il mondo.

    A dire il vero nel giovane prete che mi stava di fronte non coglievo né la grinta dello spaccamontagne, né la curiosità di chi vuole conoscere i segreti del mestiere; in lui vedevo piuttosto il simpatico giovanotto che affronta i problemi senza penetrarli, vedevo in lui i tratti  dell’uomo di fede che alla Provvidenza affida gran parte degli accadimenti che lo riguardano.  Il quadro che avevo dinanzi non mi convinceva; era come se alla scarsa razionalità si volesse contrapporre la solita fede, quella che abbonda nelle parole, senza convincere con i fatti.

    Quel caro confratello che con fare sbarazzino mi aveva regalato le barrette di cioccolato, mi appariva ora adulto, ora  bambino; ora persona sincera, ora uomo schiavo ancora del ruolo che riveste…

    Sparsi sulla scrivania c’erano dei fogli su cui i bambini raccontavano il loro Dio. Abbiamo letto insieme:

    Io Dio me lo immagino con i capelli bianchi, alto con gli occhiali e il vestito bianco, simpatico e sorridente. Credo che non abbia un lavoro ma che aiuta molta gente e che la difende e che continuerà a farlo sempre. (Manolo)

    Nessuna reazione, nessun commento, nessun segno di invidia  da parte del giovane confratello nei confronti del bambino che immagina Dio con gli occhiali…  Nulla, neanche un sorriso.

    È essenziale per noi preti, se vogliamo mantenere il contatto con la realtà, immergere di tanto in tanto la superbia delle teologie nel mare incerto delle opinioni povere dei poveri cristiani. E i bambini, tra i cristiani poveri, sono i più poveri e, tra i più poveri, sono i più sacri.

    Una vampata d’affetto invade il mio animo nei confronti dell’amico sacerdote. Vorrei strappargli di dosso la veste sacra del ministro di Dio per avvolgerlo più concretamente nel manto della comune umanità.

    Ora il confratello mi guarda sorpreso: il suo essere fresco nell’età cozza contro la vivacità mentale del vecchio parroco:

    – Dimmi, amico, perché, appena ordinati sacerdoti, voi giovani, invece di mettervi a servizio delle comunità parrocchiali a tempo pieno, correte a perfezionare i vostri studi nelle università ecclesiastiche che contano? Non vi bastano gli anni di seminario? A cosa pensate possa servire una specializzazione su determinate discipline nello svolgere l’ordinaria missione sacerdotale?

    Domanda ardua, da censurare se non si fosse in amichevole conversazione.

    La risposta tarda a venire perché talvolta si ha bisogno di tempo nel decidere se dire la verità o nascondersi dietro pretesti fumosi. Poi, finalmente:

    – La nostra è una specie di fuga dalle responsabilità che ci vengono calate addosso improvvisamente… Nessuno ci insegna a fare il prete, come nessuno insegna ai genitori a fare i genitori… Quando da seminarista andavo in parrocchia, tutto mi si faceva fare, eccetto ciò che un giorno mi sarebbero state utile conoscere… Ora debbo lasciarti ho un invito a cena e si è fatto tardi.

    – E se venissi anch’io con te?

    Facemmo un tratto di strada l’uno accanto all’altro e le persone che incrociavamo ci guardavano con simpatia: è raro, infatti, vedere due preti passeggiare e conversare affabilmente insieme.

    Ricordo poco dei sapori di quella cena, forse perché  le cose che si mangiavano, boccone dopo boccone, acquistavano man mano il gusto della condivisione, del confronto onesto, della conoscenza intima di chi ti è al fianco.

    Quella sera due preti, amandosi e rispettandosi l’un l’altro, dimostrarono al mondo di credere nello stesso Dio, anche se le sensibilità e le esperienze li divideva inesorabilmente. Non fu necessario comunque stabilire chi dei due fosse il migliore, perché bastò riconoscere con onestà che le differenze, quando si mescolano nell’unicità degli intenti, costituiscono sempre, indipendentemente dalle volontà degli interessati, un patrimonio prezioso a vantaggio di chi ne vuole fare uso.

    Categorie

    13 Ottobre 2023
    Il limite di tollerabilità dei rumori non è mai assoluto e dipende dalla zona

    Il proprietario di un immobile ha il diritto di godere pacificamente del suo bene, senza subire disturbo dalla propagazione di rumori. Tuttavia, nulla può fare per impedire il fastidio se questo non supera la “normale tollerabilità”.  Una recentissima sentenza della Cassazione ha ribadito che il limite di tollerabilità dei rumori non è mai assoluto, ma […]

    Leggi...
    7 Novembre 2022
    Cassazione: le sanzioni non si trasmettono agli eredi

    Capita spesso che la notifica di una cartella esattoriale, come la notifica di una multa per violazione del Codice della strada, avvenga dopo la morte del trasgressore. La Cassazione conferma che le sanzioni amministrative conseguenti alla violazione di norme tributarie non sono trasmissibili agli eredi, perché la loro applicazione consegue ad una responsabilità personale della persona deceduta. La suprema […]

    Leggi...
    10 Novembre 2021
    Esempi di credibilità

    Il primo è stato dato da Giorgia Meloni, quando ha tirato fuori l’espressione, coniata da un giornalista inglese, e sulla quale si tutti sono buttati da destra, centro e sinistra da più di mezzo secolo, “strategia della tensione”. Personalmente non l’ho mai usata, perchè mi suona come un modo per incartare diplomaticamente il crimine politico […]

    Leggi...
    1 Ottobre 2022
    Apre la portiera dell’auto ed un motociclista cade e muore: è omicidio colposo

    L’apertura dello sportello di un veicolo, dal lato del centro della strada, è una manovra che va effettuata con la massima cautela e senza costringere gli altri utenti della via a manovre di emergenza. La conducente di una autovettura, è stata ritenuta responsabile e condannata per il reato di omicidio colposo, perché aprendo lo sportello […]

    Leggi...
    7 Marzo 2023
    Velletri 2030 e le misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

    Negli ultimi mesi è cresciuto l’interesse verso l’obiettivo tredici dell’Agenda 2030 “Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze”. Il 16 Febbraio, 2023, sul portale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) è stata pubblicata la proposta di Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC)  ( link )   aperta al contributo dei cittadini, delle […]

    Leggi...
    23 Dicembre 2021
    Si può essere condannati per stalking anche facendo regali non graditi

    Per la Cassazione, anche frasi d’amore e regali non graditi possono determinare una condanna per il reato di stalking. Questo può accadere nel caso in cui tali “delicatezze” (indesiderate) dovessero provocare un disequilibrio psicofisico nella vittima, destabilizzane la serenità. La suprema Corte, nel confermare la condanna del giudice d’appello, ha evidenziato come, nei precedenti gradi […]

    Leggi...
    velletri life media partner di:
    chevron-down