Tre anni dalla scomparsa del segretario generale, dell’orgoglioso finanziere, del pacifico dirigente, dell’esperto di calcio e soprattutto del sincero amico. Rosario Castiglione, siciliano classe 1956, ha saputo voler bene a Velletri e alle persone che la abitano più di tanti altri ricevendo in cambio l’amore collettivo di tutti coloro che hanno avuto il piacere di rapportarsi con lui.
Mai avrei pensato di dover scrivere un ricordo di Rosario, che invece è diventato a causa della cattiva sorte un appuntamento annuale, e mi costringe a ripensare ogni volta e a distanza di tempo alla sua amicizia e alla sua voce rassicurante. Una brava persona, capace e dinamica, competente e rispettosa, con un’educazione mai vacillata e una cortesia poco comune.
Nei lunghi pomeriggi trascorsi nella sede calcistica di via del Campo Sportivo, Rosario sapeva far trascorrere il tempo con l’ironia e con le battute, salendo poi in cattedra con assoluto rigore e ineguagliabile serietà quando c’era bisogno di analizzare una normativa federale, impostare un ricorso, comprendere l’anomalia relativa a un tesseramento. La domenica mattina, prima con la Vjs Velletri e poi con il Real Velletri oggi SPQV, Rosario Castiglione era tra i primi ad arrivare al campo, salutando con il solito sorriso addetti ai lavori e calciatori prima di prendere posto dietro la sua scrivania, dalla quale le liste gara uscivano impeccabili e puntuali.
Un uomo d’altri tempi, un’eleganza che manca, come manca il suo essere un punto di riferimento professionale e umano per tutti noi.