Ultimo aggiornamento:  9 Settembre 2021

Viaggio nelle stanze del Carcere di Castello a Velletri

Articoli in tendenza - ultimi 7 giorni

  • Il Comune di Velletri, con un investimento di quasi 1,5 milioni di euro, ha acquistato dal Ministero di Grazia e Giustizia i locali dell’ex Carcere di Castello. Oltre mille metri quadri di spazi, suddivisi in quattro piani più vari seminterrati, per i quali adesso sarà necessario discutere insieme alla cittadinanza. Quale utilizzo per questa enorme struttura nel cuore del centro storico?

    LA STORIA DEL CARCERE

    La presenza del Carcere a Velletri risale almeno al 1400, come ci conferma lo storico Massimo Fabi consultando varie fonti dell’epoca. Dopo il 1500 le carceri risultano ubicate nei sotterranei del Palazzo Comunale, in pratica nei locali oggi adibiti a Museo. La necessità di una collocazione più ampia e funzionale, unita alle condizioni davvero precarie e disagevoli per i detenuti, indusse le autorità nella fase storica del passaggio dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia a spostare il Carcere di Velletri. Furono dunque individuate, a metà ottocento, le palazzine retrostanti il Palazzo de’ Conservatori (che ospitava il Tribunale e il Palazzo della Provincia). Erano di proprietà della famiglia Romani e intorno agli anni ’70 del 1800 vennero convertite nello stato attuale per ospitare le carceri. Negli anni ’80, tuttavia, fu costruito il Carcere di Massima Sicurezza in località Lazzaria e i detenuti gradualmente spostati. L’imponente edificio ha quindi ospitato, alla rinfusa, molti fascicoli d’Archivio del Tribunale ed è caduto nel degrado, abitato solo da carcasse di uccelli.

    L’ingresso interno per i detenuti

    LA STRUTTURA

    L’ingresso presente su Piazza Cesare Ottaviano Augusto, leggermente spostato all’indietro rispetto alla facciata di Palazzo de’ Conservatori, era riservato agli uffici amministrativi e al direttore. Il grosso portone e le vaste finestre prive di sbarre lo confermano. Per entrare nell’area riservata ai detenuti, invece, è necessario recarsi in via Castello: da piazza del Comune si sale verso via Crispi, dopo pochi metri a destra c’è via Ottavia, a senso unico, e ancora svoltando a destra si trova via Castello. Lì vi è l’enorme cancello blu con la guardiola e l’edificio di servizio. Entrando nel cancello, a seguito di una breve discesa, vi è un altro ingresso con un grandissimo cortile e il portone di accesso al Carcere con l’ufficio di “accettazione”. La struttura ha due cortili, uno per l’ora d’aria, accanto a quello d’ingresso e sovrastato da camminamenti. Lo scrittore Sandro Bonvissuto definisce queste “piazze” con le alte mura che ottundono la vista delle “piscine che devono essere riempite”. Un altro cortile è invece interno, e vi affacciano i corridoi dei vari padiglioni. La scalinata (e l’ascensore) accompagnano, piano dopo piano, nella realtà dura delle Carceri.

    I PIANI E LE CELLE

    Ogni piano è caratterizzato da un corridoio quadrangolare e grosse finestre che affacciano sul cortile. All’ingresso, oltre alle centraline elettriche, vi è una sorta di “cartina geografica” con i cognomi dei detenuti e la loro disposizione nelle celle. All’esterno di ogni cella, oltre alla classica feritoia per il passaggio del cibo, a penna sono scritti i cognomi degli abitanti. Resistono quelli che al momento della dismissione del Carcere occupavano quelle stanze. Tra i graffiti, moltissimi sono affascinanti. A livello cronologico la data più recente riportata è quella del 1991. Tante le invocazioni all’insofferenza, alla libertà e a Dio. La quasi totalità delle stanze era tappezzata da poster, immagini di attrici e vip, pezzi di giornale fin dentro gli stipiti delle porte d’ingresso. Alla destra di ogni piano l’area docce, ma ogni cella aveva un bagno. Secondo i “conteggi” riportati a penna al di fuori delle celle, ogni stanza conteneva almeno quattro detenuti. Presente in ogni piano la cabina telefonica. Tutti gli arredi sono stati rimossi all’indomani della chiusura, ma rimangono dei particolari come ad esempio le carte da gioco con cui si ammazzava il tempo durante la detenzione.

    I DOCUMENTI D’ARCHIVIO

    Soprattutto il primo piano, meglio conservato, è colmo di documenti d’Archivio riferiti al Tribunale. La mole di fascicoli è impressionante: vi sono alcune stanze completamente colme di faldoni, dal pavimento al soffitto, e nelle quali è di fatto impossibile entrare. Tanti documenti sono aperti e consultati alla men peggio, altri usurati dal tempo. Si trovano atti di matrimonio, registri di morte, atti di nascita, denunce. Tutto è relativo al territorio di competenza del Tribunale di Velletri, quindi da Ciampino a Nettuno. Spiccano, in caratteri battuti a macchina, gli anni di riferimento che vanno dal 1884 al 1930. Con delle chicche geografiche, come la carta intestata del Comune di Civita Lavinia (oggi Lanuvio) e di Borgata Ciampino del Comune di Marino.

    IL CINEMA E LA CAPPELLA

    All’ultimo piano diverse stanze molto più vaste, probabilmente non destinate ai detenuti. E su una di queste campeggia la scritta “CAPPELLA-CINEMA”. In un locale con un apposito foro, infatti, era sistemato il proiettore per le proiezioni cinematografiche. In fondo alla sala, con una porta a soffietto che poteva essere aperta e chiusa, le tracce di un altare di marmo e di una croce poi rimossa. Cultura e culto non mancavano all’interno del Carcere.

    La parte Nord di Velletri con la Torre del Trivio

    LE TERRAZZE

    Utilizzate per una questione di controllo, come “vedette”, le terrazze rappresentano il luogo più suggestivo e affascinante. Situate nel punto più alto della città, consentono una vista mozzafiato sui tetti di Velletri. Si distinguono tutti i monumenti principali e offrono scorci sulla campagna, sui Monti Lepini, sul Circeo e ovviamente sull’Artemisio. I locali di servizio sono una cisterna per l’approvvigionamento idrico e una guardiola con tanto di megafono abbandonato a suo interno.

    I GRAFFITI

    In uno dei graffiti, in cui è riportato il nome di Marlon Brand, si intravede la data di aprile 1991. In altri c’è un tale Aristeo che chiede di essere ammesso al Paradiso. Un altro ancora riporta una minaccia di suicidio, unita al fatto che il deteuto di cui ovviamente omettiamo il nome “non ce la fa più”. Si vedono i volti delle attrici dell’epoca, a cominciare da Claudia Schiffer. E l’amore e la nostalgia per gli animali, testimoniato da tante foto di gatti e cani.

    LE CELLE DI SICUREZZA

    Alle celle di sicurezza, per ora, è problematico accedere per questioni igieniche. Si trovavano al piano -1 rispetto all’ingresso principale, accessibili dalla scala principale e dall’ascensore oltre che dalle scale interne. I locali mensa, infermeria e direzione sono invece classici e ormai svuotati di ogni arredo (rimane qualche tenda).

    IL CORTILE-GIUNGLA

    Il cortile interno è ormai una giungla, ma se ripulito diventa uno spazio di notevoli dimensioni anche per iniziative all’aperto. Oggi è invaso da alberi ma la sua forma rettangolare e il fatto che sia accessibile dall’ingresso principale lo rende uno degli spazi più interessanti per il futuro restauro.

    IL CARCERE COME SET

    L’estate del 2021 ha visto il Carcere di Castello ospitare il grande cinema. Gianni Amelio, infatti, ha ambientato a Velletri le scene del film “Il signore delle formiche” che ripercorre la storia del poeta e intellettuale Aldo Braibanti, ingiustamente detenuto per le sue posizioni politiche e a seguito di una squallida accusa. Sono arrivati sul set Luigi Lo Cascio, che interpreta Braibanti, e Elio Germano. Al piano terra del Carcere, in occasione delle iniziative promosse da Comune e Regione nei giorni 6, 7 e 8 settembre, sono state apposte delle foto che ritraggono regista e attori in fase di lavorazione. Alcuni lavori di scenografia costruiti per il set sono rimasti integri e restano a testimonianza delle scene girate.

    COSA FARCI?

    “Quando morirò andrò in Paradiso perché ho vissuto intensamente nell’Inferno dei vivi”: una delle iscrizioni recita questo. Fondamentale riportarla poiché questo luogo storico immenso al centro della città deve essere recuperato, come fu fatto per la Casa delle Culture, nel rispetto del suo passato. Tre ampi spazi all’esterno, tre piani e più di stanze e locali, una posizione centrale: cosa farne del Carcere di Castello? Una sfilza di proposte potrebbe non bastare: casa delle associazioni, uffici comunali, spazi museali ed espositivi, l’Ostello della Gioventù? Tutto è buono a patto che si rispettino i luoghi e il recupero avvenga in maniera delicata come per l’ex Convento del Carmine. Nella speranza che non passino decenni, anche se l’importo per mettere mano alla struttura sarà senz’altro ingente.

    Categorie

    15 Gennaio 2022
    Un ricordo del professor Marcello Ilardi

    Ciò che risento in cuore ora, ripensando a quella circostanza, è soprattutto una nostalgica gratitudine per una persona che aveva contribuito con naturalezza galleggiante su una serietà profonda a creare la più elevata, gravida di futuro, decisamente orientata atmosfera di “great expectations”    della mia giovinezza. Nella cerchia di giovani intellettuali veliterni che lui animava, respiravamo […]

    Leggi...
    7 Settembre 2022
    Short Theatre al Teatro Artemisio-Volonté

    Dal 6 al 18 settembre 2022 il festival internazionale di arti performative Short Theatre torna a Roma per la 17esima edizione, dando vita a uno spazio di prossimità e relazione tra le pratiche artistiche, il pensiero teorico e le forme di vita che brulicano nella città. Short Theatre 2022 — ¡Vibrant Matter! va alla ricerca […]

    Leggi...
    22 Novembre 2021
    Chiara Gamberale al Teatro “Tognazzi” presenta “Il grembo paterno”

    Venerdì 26 novembre si torna al Teatro Tognazzi con la grande letteratura: ospite della Mondadori Bookstore Velletri sarà la scrittrice Chiara Gamberale, autrice del libro “Il grembo paterno” edito da Feltrinelli. LA STORIA Nel corso di una notte fatale, che segnerà per sempre il destino di tutti, Adele, abbracciata a Frida, sua figlia, torna come […]

    Leggi...
    24 Marzo 2022
    La medaglia del 160esimo sulla tomba di Pio IX

    Domenica pomeriggio, il presidente della Fondazione Museo Luigi Magni e Lucia Mirisola Alessandro Filippi si è recato alla Basilica di San Lorenzo al Verano dove è sepolto Papa Pio IX per donare quale ex voto una medaglia del 160 anniversario al beato pontefice che ha voluto la costruzione della tratta Roma – Velletri. LA PREGHIERA […]

    Leggi...
    19 Novembre 2022
    Tanti premiati e tanti ospiti d’onore per la IV edizione del Premio per la Carriera Cinematografica “Città di Velletri”

    Si è celebrata nell’Auditorium “Romina Trenta” della Casa delle Culture e della Musica la quarta edizione del Premio per la Carriera Cinematografica “Città di Velletri”. L’iniziativa ideata da Fernando Mariani, attore e volto noto nel panorama del cinema e della tv nonché “intervistAttore”, denominazione in virtù delle numerose interviste che realizza sul proprio canale Youtube […]

    Leggi...
    9 Agosto 2022
    Due giorni di festa al quartiere di S. Salvatore

    Continuano gli eventi dell’Estate Veliterna: il 4 e 5 agosto 2022 è stata organizzata una festa dal comitato “quelli che il Quartiere…”, dalla Pro Loco e da Don Roberto Mariani Parroco dell’Unità Pastorale con il patrocinio del Comune di Velletri. L’evento si è svolto nell’omonimo quartiere, principalmente in Piazza San Salvatore, in Via Cannetoli, in […]

    Leggi...
    velletri life media partner di:
    chevron-down