Ultimo aggiornamento:  7 Gennaio 2023

Battesimo del Signore: “Io non lo conoscevo”

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  • Mt 3,13-17

    TESTO

    Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

    COMMENTO

    Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare…

    Il fiume Giordano è lungo 320 km e attraversa l’intera Palestina (col termine Palestina si indica grosso modo l’area in cui si estende l’odierno Israele, compresi i territori occupati e la striscia di Gaza); raggiunge quindi il lago di Tiberiade (o di Genezaret) e sfocia finalmente  nel Mar Morto.

    Gesù da Nazaret, perciò dalla Galilea, attraversando la Samaria si portò, accompagnato da altri,  nel luogo dove Giovanni predicava e amministrava il battesimo di penitenza. Probabilmente questa comitiva trovò Giovanni in quel tratto di fiume che è il più accessibile a chi viene da Gerusalemme, cioè poco sopra al suo sbocco nel Mar Morto.

    Non si fanno chilometri e chilometri di cammino, se non c’è un minimo di entusiasmo e di interesse per la persona che si vuole incontrare. Il che fa supporre che la fama di Giovanni Battista era arrivata piena di fascino già nelle regioni estreme della Palestina.

    Mi chiedo, con una certa curiosità, quale possa essere oggi il  motivo che conduce folle enormi a Piazza S. Pietro per vedere un uomo vestito di bianco che dall’alto di una finestra dice cose a volte così semplici da ritrovarle sulla bocca comune di un comune prete di campagna.

    …Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?»… 

    Gesù era uno dei tanti, che a bella posta si era mescolato tra gli altri penitenti: nessuno lo conosceva, neanche Giovanni che gli era parente.

    “Giovanni rese testimonianza dicendo: Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L`uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”. (Gv 1,32-34)

    Probabilmente “conoscere o riconoscere” Gesù significa compiere nei suoi confronti un atto di fede: come uomo so chi sei e magari mi ti immagino senza peccato, ma, riconoscere in te il Figlio di Dio, è altra cosa, tanto altra che mi porta a doverlo testimoniare con la mente e con il cuore, senza indugio…

     “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”.

    Ora Gesù, che emerge dalle acque del Giordano, agli occhi di Giovanni e del mondo è davvero il Figlio di Dio.

    Quanti secoli di fede alle nostre spalle, quanta umanità credente nella storia del cristianesimo, eppure si insinua ancora quel dubbio che adombra la luce e trattiene l’anima nel vuoto, lasciandola  arida come il deserto.

    Solo qualche mese dopo il battesimo nel Giordano due discepoli di Giovanni vennero inviati dal loro maestro a chiedere a Gesù se fosse lui l’atteso Messia.

    Spesso perfino i fatti straordinari hanno efficacia limitata, se non si ha voglia di impegnare la volontà. Non bastò la voce del Padre a rendere certa per sempre la filiazione divina di Gesù; non fu sufficiente la Colomba volteggiante  a dissipare ogni dubbio sulla messianicità del Figlio prediletto. Giovanni e i suoi discepoli cercarono conferme nei fatti… e le trovarono.

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