Ultimo aggiornamento:  29 Agosto 2021

Covid, il professor Ricciuti: “Vaccinandosi si ferma il virus”

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  • Il professor Carlo Ricciuti, infettivologo e docente, ha spesso risposto agli interrogativi medici che la situazione mondiale ci ha posto di fronte da quando è scoppiata la pandemia. I suoi oltre quarant’anni di esperienza ospedaliera e non, oltre ai costanti studi e ai continui aggiornamenti, sono una fonte preziosa per dirimere alcuni dubbi spesso alimentati più dai social network e dalle fake news che dalla presunta incertezza della scienza. In quest’ultimo contributo l’oggetto è il vaccino: è sicuro? Abbastanza sperimentato? Ha effetti collaterali a lungo termine?

    FAKE NEWS

    Ritengo doveroso fare chiarezza, alla luce dei dati in nostro possesso, in modo pacato e scientifico, sull’utilizzo dei vaccini contro il COVID 19“, ha esordito il professor Ricciuti al nostro Giornale. “E’ una vicenda che sta assumendo ogni giorno di più toni assurdi per non dire grotteschi, che non ho mai riscontrato in passato. Tanto è che molte persone oggi hanno più paura del vaccino che del virus“.

    DUBBI SUI VACCINI?

    Quotidianamente“, ha detto il professore e infettivologo, “mi trovo a parlare di vaccinazione con i miei pazienti; e da quelli che non sono vaccinati sento addurre delle giustificazioni totalmente prive di ogni fondamento scientifico, frutto di strampalate convinzioni personali o sentite dire sui social. Poiché le argomentazioni sono praticamente sempre le stesse, proverò a rispondere ad esse con le evidenze scientifiche che abbiamo attualmente in nostro possesso“.

    EFFICACIA AL 100%

    Nonostante rivelazioni e ricostruzioni, la sicurezza c’è: “il vaccino contro il COVID salva la vita, perché riduce di quasi il 100% il rischio di morte e di malattia grave. Infatti oggi la quasi totalità dei ricoverati nei reparti di terapia intensiva e purtroppo dei morti è rappresentato da persone non vaccinate“. “Ed i pochissimi, purtroppo, che muoiono fra i vaccinati sono persone molto anziane e con altre gravi malattie concomitanti“. Smentita, dunque, la diceria per cui il vaccino non “copre” e non è effettivamente funzionale di fronte ad un’infezione da covid-19.

    VACCINATI CONTAGIATI

    Tra le tante voci che circolano in maniera incontrollata c’è quella, ripetuta come un mantra, per cui vaccinarsi non previene dal contagio e quindi è inutile, come se l’inoculazione coincidesse con una sorta di barriera impenetrabile. Anche su questo il professor Ricciuti fa chiarezza: “Il vaccino anti-COVID, altra argomentazione che viene addotta, come tutti i vaccini, non previene l’infezione, che ricordo è l’ingresso di un agente patogeno in un organismo, ma la malattia, soprattutto quella grave. I vaccinati per un brevissimo periodo possono anch’essi essere contagiosi, ma in misura minore. E se tutti, o quasi tutti, fossero vaccinati, il virus non circolerebbe più o molto poco ed i danni in termini di vite ed economici sarebbero minimi”. Un calcolo, quello dei danni, che va fatto ad ampio raggio: dalla salvaguardia della vita umana alla sfera psicologica, dal tessuto sociale a quello economico, sempre considerando le intersezioni di tutte queste componenti.

    CONTROINDICAZIONI

    L’altra paura più grande è quella delle controindicazioni e su questo si procede con cautela estrema: “naturalmente ci sono persone, fortunatamente una piccola minoranza, che per reali ragioni di salute non sono vaccinabili, o almeno non senza adeguate precauzioni. Per gli altri, e sono la maggioranza, non ci sono motivi che controindichino la vaccinazione. La più comune obiezione che sento fare è che il vaccino è rischioso per gli effetti collaterali. Questo concetto è puerile perché il vaccino è un farmaco e come tale può presentare degli effetti collaterali, come del resto tutti gli altri farmaci. Basta leggere il ‘bugiardino’ di ogni farmaco per rendersene conto. Del resto i vaccini hanno salvato l’umanità da molti flagelli di malattie infettive che mietevano milioni di vittime, basti pensare alla piaga del vaiolo, contro cui era rivolto il primo vaccino della storia, che attualmente non esiste più da quasi cinquant’anni, essendo stato eradicato da una vaccinazione a livello globale planetario. Il rapporto rischio beneficio è ad oggi, dopo circa due miliardi di vaccinazioni anti COVID effettuate, totalmente a favore dei benefici. Il rischio è parte integrante di ogni atto medico e spetta al medico valutarlo e trarre le opportune deduzioni. Se per esempio inietto della penicillina, antibiotico che ha salvato miliardi di vite, in una persona allergica e quella ha uno shock anafilattico, la colpa non è dell’antibiotico, e quindi cadrebbe il pretesto che non lo si deve più usare, ma di chi lo ha impiegato senza le opportune precauzioni“.

    PERICOLI A LUNGO TERMINE?

    Nella riflessione affidata alle nostre pagine c’è anche spazio per chi si appella alla sperimentazione non sicura e al fatto che magari tra qualche anno potrebbe emergere qualche grave controindicazione: “timore legittimo, ma, ad oggi non abbiamo evidenze di questo e nessuno può prevedere ciò che accadrà negli anni. La realtà è che grazie al vaccino si prevengono milioni di morti e si evita una crisi economica fatale. Se ci si attenesse a questo concetto, non ci sarebbe più ricerca scientifica con impiego di farmaci e forse non ci saremmo più, vittime di ogni tipo di malattia“.

    CURARE IL COVID

    Spesso gli antagonisti e gli scettici rimandano alle cure, spesso domiciliari. Una questione labile perché dipende dalla gravità dell’infezione e dal soggetto che si è ammalato. Difficile, comunque, rimanere tra le proprie mura se c’è un contagio grave: “molti dicono che contro il COVID ci sono le terapie mediche, e quindi è inutile vaccinarsi. Le terapie farmacologiche infatti ci sono e ce ne saranno sempre di più e più efficaci, ma ora non sono disponibili per tutti e soprattutto il sistema sanitario non è in grado di fronteggiare una ondata di ricoveri quale quella che si è verificata in passato. Credere di curare un malato COVID grave a casa è una pia illusione, è necessario il ricovero ospedaliero. Proprio per questo dobbiamo pensare a tutte le persone che sono morte di tante altre malattie, dai tumori alle malattie cardiovascolari, nella vana attesa di trovare posto in ospedali tutti occupati da malati COVID. E ce ne siamo resi conto tutti sulla nostra pelle o su quella dei nostri cari. Ciò non si deve più ripetere!

    SENSO CIVICO

    Da medico, il professor Carlo Ricciuti non si fa illusioni consapevole che la strada è ancora tortuosa ma rivolge un appello ai cittadini affinché si affidino alla scienza, che non è un qualcosa di campato in aria ma interviene azzerando i rischi: “dovrebbe bastare il nostro senso civico per indurre tutti a farsi vaccinare. Di tanti altri pretesti, sul genere di speculazioni economiche legate alla vaccinazione o assurdi negazionismi che a volte sento dire, tipo il COVID è una fantasia o nessuno è morto per questo, ho tanta e tale compassione verso chi li sostiene da non sprecare altre parole. Quindi il mio consiglio di medico con quarant’anni di esperienza è quello di vaccinarsi, perché purtroppo ho visto morire troppa gente non vaccinata che, negli ultimi momenti di lucidità nelle terapie intensive prima di morire, ha maledetto se stessa per non essersi voluta vaccinare! Spero di avere fatto un poco di chiarezza su questo così dibattuto argomento. E se quanto da me scritto avrà contribuito a salvare anche una sola vita dalla morte per COVID, allora avrò onorato il giuramento fatto ad Ippocrate, padre della Medicina“, ha concluso.

    UN DIBATTITO VIVO

    Il contributo del professor Ricciuti, specialista proprio in Malattie Infettive oltre che in Gastroenterologia ed Endocrinologia, è frutto di una riflessione spontanea che da medico ha voluto mettere a disposizione del nostro Giornale mettendoci al corrente di ciò che accade, a contatto con i pazienti che hanno patologie anche molto serie, ogni giorno negli ambienti sanitari ospedalieri e non.

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