Ultimo aggiornamento:  29 Gennaio 2022

Disastro ferroviario di Casabianca, il testimone Stefano Giammatteo: “Un botto, un urlo, poi il panico”

Articoli in tendenza - ultimi 7 giorni

  • Oggi come trent’anni il ricordo della tragedia ferroviaria di Casabianca è ancora vivo. Urla angoscianti, panico e sirene dell’ambulanza, sono questi i suoni che in un attimo ci fanno tornare a quel fatidico giorno. Un errore umano che da lì a poco avrebbe causato 6 morti (2 di Velletri) e ben 192 feriti. Uno schianto terrificante sulla linea Velletri-Roma e poi soltanto il silenzio della morte. Occhi gonfi di pianto, mani nei capelli e rabbia inconfessata, questa la reazione di tutta la gente venuta a conoscenza dell’accaduto.

    LA TESTIMONIANZA

    Ancora oggi abbiamo l’occasione di rivivere quei momenti attraverso vecchi giornali e libri, ma soprattutto attraverso gli occhi e le parole di chi quella tragedia l’ha vissuta in prima persona. È proprio il caso di Stefano Giammatteo, un cittadino di Velletri, oggi Presidente dell’AS.P.A.L., che ci ha voluto raccontare quegli attimi e tutto quello che accadde. Era una giornata come le altre, Stefano era un giovane ragazzo che prestava servizio come militare di leva per l’Aeronautica alla Caserma “G. Romagnoli” di Roma. Finito il suo operato si recava alla stazione Termini per fare rientro a casa. Stefano era solito sedersi nei primi vagoni del treno ma caso ha voluto, che proprio quel giorno, grazie alla chiamata di alcuni suoi amici, che egli si sedette con loro alcuni vagoni più indietro nonostante la grande affluenza. Il viaggio è come al solito molto tranquillo ma poco dopo un improvviso botto e un urlo pieno di terrore del macchinista del treno danno il via al panico più totale. Le porte del treno sono bloccate e alcune persone escono dai finestrini. Poco dopo le porte si sbloccano e tutti i passeggeri riescono ad uscire ma vengono subito colpiti dalla grande quantità di ambulanze che nel frattempo sono giunte sul posto. Inizialmente si pensava che ci fossero soltanto feriti ma poco più di un’ora dopo si venne a scoprire che c’erano anche delle vittime di cui ancora però non si conosceva l’identità. Stefano era spaventano ma per fortuna non aveva lesioni gravi, soltanto una leggera botta al ginocchio. Prima di tornare a casa passarono parecchie ore ma una volta giunto a Velletri grazie ad un pullman, Stefano si reca all’ospedale di Velletri. Anche lì il panico e le urla sono protagonisti, più di tutti però, è l’urlo di una donna incinta che colpisce Stefano, è un urlo angosciante pieno di rabbia e sofferenza. La donna in questione, che era stata accompagnata lì da un parente, era la moglie di una delle vittime, inizialmente per calmarla le avevano detto che il marito era solo ferito ad una gamba, ma lei non si dava per vinta e voleva vederlo a tutti i costi.

    L’ANGOSCIANTE RICERCA DI NOTIZIE

    Poco dopo Stefano decide di andare via con la sua macchina che era parcheggiata alla stazione di Velletri. Mentre faceva ritorno alla sua abitazione, iniziò a circolare una voce, che arrivò subito ai suoi genitori, si diceva che nell’incidente era morto un giovane ragazzo che faceva di cognome Giammattei, cognome praticamente uguale. I suoi genitori, terrorizzati, hanno subito pensato al peggio, fortunatamente poco dopo Stefano giunge a casa e a quel punto si lascia andare ad un abbraccio liberatorio e caloroso con i suoi genitori, egli dice addirittura che il papà non lo aveva mai abbracciato in quel modo, per Stefano è un abbraccio che non dimenticherà mai. Il giorno dopo torna al suo servizio, la voce era arrivata anche ai suoi colleghi della Caserma e anch’essi si sentirono molto sollevati nel vederlo.

    UN RICORDO CHE NON MUORE

    Il racconto ha dell’incredibile, ancora oggi solo a ricordare quei momenti vengono i brividi. Un altro particolare che ci fornisce Stefano riguarda proprio la fermata di Casabianca, su una linea, la Roma-Velletri, ancora oggi disagiata sebbene ammodernata e messa in sicurezza con le più recenti tecnologie. Stefano quella linea, per tutto l’anno 1992 non l’ha più presa e quella stazione non ha più voluto vederla, i ricordi sono troppo brutti e forse anche la paura fa la sua parte. Ai ricordi probabilmente hanno bisogno di molto tempo per sparire, ma basta un nulla per farli riaffiorare.

    Categorie

    15 Ottobre 2022
    “Non vedo la fede”

    Testo Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; […]

    Leggi...
    23 Dicembre 2021
    Si può essere condannati per stalking anche facendo regali non graditi

    Per la Cassazione, anche frasi d’amore e regali non graditi possono determinare una condanna per il reato di stalking. Questo può accadere nel caso in cui tali “delicatezze” (indesiderate) dovessero provocare un disequilibrio psicofisico nella vittima, destabilizzane la serenità. La suprema Corte, nel confermare la condanna del giudice d’appello, ha evidenziato come, nei precedenti gradi […]

    Leggi...
    5 Agosto 2023
    Caratteristiche e validità del testamento olografo

    Che cosa è un testamento olografo? Quali sono i requisiti essenziali per la validità? Quando si può impugnare? Chi può impugnarlo e per quali motivi? Cosa succede se viene annullato? TESTAMENTO OLOGRAFO La parola olografo sta a significare che deve essere scritto totalmente a mano. Rappresenta la forma più diffusa, più semplice e più economica per […]

    Leggi...
    7 Gennaio 2022
    Ora sapete perché

    Passano gli anni e certi avvenimenti restano impressi nella mente come punti luminosi che vanno rispolverati ogni qualvolta le difficoltà della vita sembrano avere il sopravvento. Non importa se al fatto che accadde allora si dette un significato straordinario, dato lo scombussolamento interiore dal quale quasi miracolosamente si venne fuori… Non importa se in taluni […]

    Leggi...
    23 Dicembre 2021
    Meno prediche, più dialogo

    Lc 2,41-52 TESTO I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli […]

    Leggi...
    28 Settembre 2023
    L’importanza dei giornali locali nell’epoca dei social media

    Viviamo i tempi della cosiddetta disintermediazione dell’informazione. Così viene definita la proliferazione di informazioni online senza alcun filtro deontologico professionale e senza una chiara qualità e veridicità dei contenuti. Ai tempi attuali, senza la necessità di titoli di studio e senza nessuna conoscenza o preparazione specifica, attraverso i social, che offrono a tutti la possibilità […]

    Leggi...
    velletri life media partner di:
    chevron-down