Ultimo aggiornamento:  18 Settembre 2021

Gestione integrata dei Rifiuti

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  • Si torna a parlare di gestione integrata dei rifuti. Il motivo è la presentazione del Rapporto  preparato da “The European House Ambrosetti” in collaborazione con la Società multi-utility A2A S.p.A., presentato lo scorso 3 Settembre a Cernobbio. Titolo completo del Rapporto “Da NIMBY a PIMBY: economia circolare come volano della transizione ecologica e sostenibile del Paese e dei suoi territori”  liberamente scaricabile da AmbrosettiA2A

    PIMBY

    Il Rapporto si concentra sull’auspicato passaggio dal fenomeno NIMBY (Not In My Back Yard) – che indica la preferenza dei cittadini a localizzare impianti in luoghi distanti dalla propria quotidianità – al PIMBY (Please In My Back Yard). Allo stato attuale non c’è “la soluzione”, c’è solo un problema la cui risoluzione richiede soluzioni “non ideologiche”. Gestire i rifiuti non vuol dire attuare una stessa ricetta per ogni comprensorio e/o comunità. Ciò che può risultare attuabile e conveniente in certi contesti non è detto che lo sia per certi altri.

    SISTEMA INTEGRATO

    Il sistema integrato di gestione, in ambito economia circolare si attua necessariamente attraverso la raccolta differenziata, e poi attraverso gli impianti di recupero e valorizzazione, a cui devono essere abbinati sistemi produttiviper l’utilizzazione di quanto recuperato, e poi a quelli di trattamento finalizzati al recupero di frazioni organiche,di energia,e alla riduzione della pericolosità e delle quantità da avviare alla discarica. Lepotenzialità impiantistiche necessarie per ciascun sistema sono dettate dalle caratteristiche del rifiuto di partenza e da quanto effettivamente in esso recuperabile, oltre che dalla completezza della filiera, sia in termini di adeguamento alle caratteristiche delle sostanze presenti che delle quantità necessarie.

    SOSTENIBILITÀ

    Il miglior sistema non è quello che soddisfa gli assunti ideologici ma quello che, attraverso strumenti che ne consentano il confronto e la misurabilità, dimostra di essere il più sostenibile,dal punto di vista sia ambientale, sia della salvaguardia della salute dell’uomo, sia della sostenibilità economica e sociale e in tutte le sue forme di declinazione.

    RAPPORTO A2A

    Il Rapporto A2A identifica le mancanze esistenti nei territori italiani rispetto alla gestione dei rifiuti e analizza i fabbisogni impiantistici per la frazione organica, per il recupero energetico dei rifiuti non riciclabili e dei fanghi di depurazione, e per le bioenergie. Vengono inoltre quantificati gli investimenti necessari per superare le attuali criticità ed evidenziati i relativi benefici economico-ambientali.

    Di seguito alcuni passaggi del Rapporto:

    Il mondo consuma troppe risorse: dal 2000 ad oggi l’Earth Overshoot Day si è avvicinato di 67 giorni. Nel 2021 l’Italia, e i Paesi Europei hanno esautiro le risorse prima della fine di giugno.

    La capacità residua delle discariche in Italia si esaurirà nei prossimi 3 anni – con differenze significative tra Nord (4,5 anni) e Sud (1,5 anni).

    Annualmente vengono conferiti in discarica 17,5 milioni di tonnellate di rifiuti (urbani e speciali non pericolosi), per un volume complessivo di circa 12 milioni di metri cubi,  che corrispondono a circa 26 volte il volume del Duomo di Milano.

    L’Italia è ancor lontana dall’obiettivo europeo del 10% di conferimento di rifiuti urbani in discarica al 2035, con divieto di conferrire rifiuti differenziabili, fissato dal Circular Economy Action Plan, e si attesta nel 2019 al 20,9%.

    Con lo sviluppo di infrastrutture dedicate al trattamento della FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) è possibile abilitare una produzione di biometano fino a 768 milioni di metri cubi ottenuto dalla purificzione del biogas.

    Per chiudere il ciclo ambientale, la quota dei rifiuti urbani non recuperabili come materia necessita di essere recuperata come energia: l’Italia oggi riesce a farlo per il 19,6% del totale, a fronte del 45,4% dei Paesi europei che hanno già ridotto il conferimento in discarica sotto il 5%.

    Colmare la deficenza impiantistica per il recupero energetico dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione permetterebbe un risparmio netto complessivo di 3,7 milioni di ronnellate di emissione di CO2 rispetto al conferimento in discarica degli stessi.

    OBIETTIVO 7 AGENDA

    Il Rapporto rappresenta un invito ad affrontare il tema del trattamento dei rifiuti in modo integrato, usando come faro l’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi. In particolare: l’Obiettivo numero 7 “Energia Pulita e Accessibile”, il numero 11 “Città e Comunità Sostenibili” e il numero 12 “Consumo e Produzione Responsabili”. Un valido aiuto può venire dall’adozione del concetto di “Economia Circolare” intesa come rigenerazione dei materiali e creazione di valore nei processi.

    Velletri 2030

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