Ultimo aggiornamento:  6 Dicembre 2021

Gian Maria, ovvero il cinema come politica ed esistenza

Articoli in tendenza - ultimi 7 giorni

  • Il 6 dicembre 1994 moriva il più versatile attore del Novecento italiano e internazionale: Gian Maria Volonté. Un uomo che intendeva la professione come una vera e ineguagliata immedesimazione fra personaggio e interprete, e che con tale mood lavorativo ha caratterizzato tutte le più belle e intense pellicole del cinema “impegnato”. Un artista incredibile che legò la sua esistenza alla città di Velletri, nella quale visse e si integrò fino ad amarla per la sua genuina cultura.

    Gian Maria ai tempi di Velletri

    ACCETTARE UN FILM PER LA CONCEZIONE DEL CINEMA

    «Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un’invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c’è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte e la vita». Queste parole di Gian Maria Volontè, tratte da una famosa intervista, rappresentano una sorta di manifesto poetico della sua arte. Una dichiarazione che lascia intendere come Volontè stesse sempre da qualche parte, senza mai evitare di schierarsi e soprattutto senza sottrarsi al dovere primario di un attore, quello della ricerca (e della comunicazione) della verità. Fare l’attore in maniera passiva non interessava a Gian Maria, che invece ha vissuto la carriera all’unisono con la propria vita. Una scelta, appunto, esistenziale.

    Ne “Il caso Moro”

    DA CRISTO SI E’ FERMATO A EBOLI A SACCO E VANZETTI

    Sarebbe impossibile, riduttivo e proibitivo fare una cernita delle opere migliori di Volontè. Tutte lo sono e tutte meritano questo appellativo. Sicuramente, però, tra quelle che più sono entrate nel cuore di chi scrive stanno “Cristo si è fermato a Eboli”, tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Levi, e “Sacco e Vanzetti”, insieme ad un altro grande come Riccardo Cucciolla. Due film che sono l’emblema del cinema politicamente impegnato e dell’attore empatico verso il suo stesso personaggio prima che verso il pubblico. Nel “Cristo” accade un fenomeno strano: dopo aver visto il film di Volontè, diventa impossibile non rileggere il libro e figurarsi il protagonista con il volto di Gian Maria. Con “Sacco e Vanzetti”, invece, c’è un’altra magia: l’indignazione crescente, minuto dopo minuto, che sarebbe capace di risvegliare qualsiasi coscienza. Un film da sottoporre ai ragazzi nelle primissime lezioni di educazione civica, a scuola e non.

    Foto storica con la compagna Angelica Ippolito

    IL LEGAME CON VELLETRI

    Il legame con Velletri è storia nota: negli anni ’80 Gian Maria si trasferisce con la compagna Angelica Ippolito nelle campagne a Nord della città, in quella villa appartenuta ad Andreina Pagnani e a Eduardo De Filippo poi, tra Rioli e Colle Ottone. Volontè si integra perfettamente nel contesto veliterno, i ricordi dell’attore sono molteplici e diversificati. Ma un ultimo grande esempio di impegno civile e politico lo regala proprio con “Tra le rovine di Velletri”, spettacolo corale che portò migliaia di persone in Piazza del Comune a Velletri e destò l’interesse dei tg nazionali. La scintilla che lo fece mettere in scena? La lettura, da parte di Gian Maria, delle memorie di Padre Italo Laracca, sacerdote che aveva appuntato un diario di guerra raccontando senza filtri la morte e la distruzione causate, a Velletri e non solo, dalle bombe. Volontè trasformò la scalinata del Palazzo Comunale in set, coinvolse decine di persone tra attori e collaboratori, realizzando un momento di memoria collettiva e riflessiva rimasto unico in tutta Italia. Era il 1994, pochi anni dopo sarebbe morto. E il suo grande impegno a favore della riapertura del Teatro Artemisio (coinvolse centinaia di colleghi, da Proietti a Montesano, da Villaggio a Rosi in un comitato a favore del ripristino del teatro) gli ha fruttato, nel 2013, l’omaggio dell’intitolazione.

    Categorie

    13 Marzo 2024
    Una camelia sui tetti di Velletri: “Storie Giapponesi” a “L’Orto del Pellegrino”

    “L’Orto del Pellegrino” ospiterà un evento speciale in concomitanza della Festa delle Camelie 2024, in programma nel prossimo fine settimana a Velletri. “Una camelia sui tetti di Velletri”, per raccontare “Storie Giapponesi”, domenica 17 marzo alle ore 10 nella meravigliosa e suggestiva location de “L’Orto del pellegrino”, a due passi da Piazza Cairoli e dalla […]

    Leggi...
    9 Novembre 2023
    Velletri, verso una rete Urban: il collettivo Urban Art Lab sbarca a Pisa per la Biennale di Architettura

    “Il concept dell’installazione sonora nasce al confine, tra la fine del concetto di materia e l’inizio dell’idea di forma. Quando poi si nota che il padiglione per un’intera facciata diventa piazza, i fenomeni acustici possono tradursi in ponti immateriali, capaci di annullare la dualità dentro-fuori.” Dal 13 al 29 ottobre in occasione della V Biennale […]

    Leggi...
    5 Aprile 2022
    Nuove modalità di accesso alla Biblioteca

    Dal 1 aprile 2022 e, per ora, fino al 30 aprile 2022, con l’entrata in vigore del Decreto-legge 24 marzo 2022 n. 24, che stabilisce la fine dello Stato di emergenza, cambiano anche le modalità di accesso ai luoghi della cultura, che come ancor meglio definito dal Ministero della Cultura saranno le seguenti. MODALITA’ DI […]

    Leggi...
    5 Marzo 2022
    Paola Quattrini in ‘È già domani’ al Teatro Artemisio-Volonté

    Si torna al Teatro Artemisio-Volonté, diretto da Giacomo Zito, questa volta di giovedì sera per una nuova commedia che ha come protagonista la simpatica e fulminante Dora, interpretata da Paola Quattrini. Lo spettacolo, organizzato dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri in collaborazione con l’ATCL e con i patrocini di Ministero della […]

    Leggi...
    10 Marzo 2023
    “I colori delle donne”: una Mostra tutta al femminile alla Sala delle Lapidi di Velletri

    “I colori delle donne”, titolo di una mostra e sintesi di un modo di pensare e fare arte. Si è inaugurata presso la Sala delle Lapidi, nel monumentale Palazzo Comunale di Velletri, un’esposizione di acquerelliste che cade, cronologicamente parlando, nella settimana dell’8 marzo. Nulla di casuale, ovviamente, perché le opere di Rita Arcangeli, Lucia Basili, […]

    Leggi...
    16 Giugno 2023
    Performance musicale “Senza tempo” il 20 giugno all’interno della Mostra “La ricerca dell’invisibile” di Sergio Gotti

    in occasione della la mostra personale di Sergio Gotti in programma per martedì 20 giugno una performance musicale tra le opere. L’Area archeologica urbana delle ss. Stimmate ospita l’esibizione senza tempo. Danze, studi e capricci per violoncello solo  del maestro Francesco Mastromatteo  alle ore 18.00. Alle ore 17.00 una visita guidata all’Area archeologica condotta dagli […]

    Leggi...
    velletri life media partner di:
    chevron-down