Ultimo aggiornamento:  27 Maggio 2023

“Quello che viene dopo”

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  • Gv 20,19-23

    TESTO

    La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

    COMMENTO

    Quando ad un problema che coinvolge la mia fede non so dare una spiegazione, chiedo lumi ad un bambino con la speranza di riuscire a leggere nella semplicità della sua risposta la verità, o qualcosa che somigli alla verità.

    Al bambino chiesi: “Chi è per te lo Spirito Santo?”. “Lo Spirito Santo è quello che viene dopo il Padre e il Figlio”. Da quel giorno per me lo Spirito Santo è “Quello che viene dopo”.

    “Ricevete lo Spirito Santo…”.

    Spesso ci soffermiamo a guardare il fiume scorrere, senza mai chiederci da dove viene tanta abbondanza d’acqua, tanta forza, tanto sollievo per le terre riarse e per le anime assetate, quando si parla di Grazia. Se si perde la cognizione della sorgente, si vanifica il progetto cristiano, perché da altri ghiacciai, da altre vene sotterranee, potrebbero venire messaggi ugualmente carichi di umanità e di buon senso, anche se non intrisi di quell’amore estremo che sbriciola  le montagne  e riveste il mondo di carità.

    Conosco movimenti cattolici dove con lo Spirito Santo ci si fa colazione, pranzo e cena, eppure con difficoltà in quei luoghi trovo apparecchiato un giusto nutrimento.  Uno Spirito Santo tagliato fuori dal messaggio di Gesù Cristo e non legato all’amore del Padre, non può operare, perché, non rispettando i tempi della successione, gli si fa fare storia a sé. E le fedi si confondono, i fanatismi si prolificano, gli interessi privati prevalgono sulle esigenze dei più, dando origine a guerre intestine.

    Lo Spirito Santo come “amore testimoniato” viene dopo l’”amore incarnato”, che a sua volta procede dall’”amore eterno” del Padre. Non è una battuta, se dico che per vivere cristianamente i miei giorni mi porto dietro l’intera SS.ma Trinità.

    “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati.”.

    In base a questo versetto, i cattolici affermano che Dio diede agli apostoli l’autorità di perdonare i peccati, e che quella autorità fu trasmessa ai loro successori, ossia ai vescovi della Chiesa Cattolica Romana. Nascono molti  problemi in relazione a questa interpretazione, se, a tale proposito, si ascoltano le difficoltà che pongono altri fratelli cristiani (non cattolici):

    1) Giovanni 20,23 non menziona mai la confessione dei peccati.

    2) Giovanni 20,23 non promette mai, e nemmeno accenna, che l’autorità di perdonare i peccati sarebbe stata trasmessa ai successori degli apostoli.

    3) Il Nuovo Testamento non afferma mai che gli apostoli avrebbero nemmeno avuto dei successori cui trasmettere la loro autorità apostolica.

    Quando si parla di dialogo interconfessionale, bisognerebbe mettere in conto, soprattutto da parte cattolica, la possibilità di rivedere le proprie posizioni, anche su argomenti importanti come quello della confessione, perché la verità si faccia più chiara.

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