Ultimo aggiornamento:  23 Giugno 2022

Comunità energetiche rinnovabili

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  • È da qualche mese che gran parte degli italiani stanno acquisendo familiarità con il termine “Energia”: forse perchè tutti i media ne parlano quotidianamente, perchè ce ne siamo accorti che ha un costo crescente,  e soprattutto che la compriamo in larga parte da un unico fornitore.

    Ma tutto ciò non è una novità! I Rapporti scientifici prodotti dalle Istituzioni preposte all’analisi delle diverse fonti di produzione dell’energia hanno elaborato da anni modelli che prevedono quanto sta accadendo. Elencando anche le cause principali. Il tutto nell’indifferenza delle classi politiche e della gran parte della Società Civile, che proprio non ne vuol sapere di modificare il proprio stile di vita, in particolare in alcuni Paesi del Blocco Occidentale.

    ENERGIA E CLIMA

    Per una serie di coincidenze, Velletri 2030 sabato 18 Giugno, 2022, ha tenuto il Seminario “Energia e Clima: la transizione energetica come strumento per combattere i Cambiamenti Climatici”, calendarizzato da circa un anno e attualissimo nel momento storico che viviamo. Si è vero, molti dei sistemi trattati vanno oltre la dimensione individuale o della Comunità, fatta eccezione per il sistema che va sotto il nome di “Comunità Energetica Rinnovabile“.

    Il Seminario ha avuto luogo nella Sala Tersicore del Palazzo Comunale di Velletri, dalla quale basta affacciarsi da una delle tante finestre per ammirare il tetto della Scuola Primaria Luigi Novelli ricoperto da pannelli fotovoltaici. Non si può fare a meno di esprimere ammirazione per il progetto architettonico: la domanda che rimane all’osservatore è “ma che ne fanno di tutta l’energia elettrica prodotta nel periodo estivo quando la scuola è chiusa?“.

    100 COMUNITÀ IN 100 COMUNI

    Una possibile risposta viene dalla Regione Lazio con l’iniziativa “100 Comunità in 100 Comuni”.  Il Programma fissa l’obiettivo della Regione Lazio, da realizzare entro il 2022, per la diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sul territorio regionale, partendo proprio dal coinvolgimento dei Comuni, presentato il 25 Maggio 2022 dal Presidente Nicola Zingaretti e dall’Assessora alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale, Roberta Lombardi, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMA) della Sapienza Università di Roma.

    Grazie al lavoro condotto insieme con il DIMA-Sapienza Università di Roma sui territori regionali, finora in pochi mesi sono state raccolte circa 150 richieste complessive da parte di Comuni, associazioni e parrocchie che vogliono dare vita ad una Comunità Energetica Rinnovabile e sono state attivate in tutto 36 Assemblee di CER nelle 5 province del Lazio, di cui 12 complessive a Roma (Città Metropolitana e Provincia), 8 rispettivamente a Viterbo e Rieti e 4 a Latina e Frosinone. – ha dichiarato Roberta Lombardi”.

    Nel Lazio abbiamo a disposizione 110 milioni complessivi per le CER tra risorse regionali, fondi UE e del PNRR. Un tesoretto che, assieme all’interesse emerso dai territori, come Istituzione ci stimola ad accelerare il lavoro per la nascita delle CER, quale strumento strategico per la transizione ecologica, l’uscita dalle fonti fossili nel rispetto degli obiettivi UE e l’indipendenza energetica come ormai ci impongono gli allarmanti scenari geopolitici emersi dal conflitto in Ucraina” ha proseguito l’Assessora.

    Una comunicazione incessante, ma sono ancora poche le informazioni disponibili, utili per l’attuazione concreta del provvedimento. Al momento è difficile trovare presso le singole Amministrazioni un interlocutore che consenta di entrare pienamente nel merito del processo legislativo e attuativo per lo sviluppo delle Comunità Energetiche nella Regione Lazio. In sintesi: cosa deve fare un Comune del Lazio che volesse costituire una Comunità Energetica Rinnovabile per intercettare il sostegno della sua Regione?

    ESEMPIO DI FORMIA

    Per quanto di nostra conoscenza, sembra che l’Amministrazione della città di Formia sia la più attenta e preparata all’iniziativa. L’Amministrazione comunale di Formia è pronta a realizzare la prima Comunità Energetica Rinnovabile, fondamentale e strategico progetto che rientra nell’ampia programmazione di interventi che mirano ad ottenere risparmio energetico e agevolazioni economiche per l’intero territorio. La prima Comunità Energetica per la produzione e l’autoconsumo di energia rinnovabile insisterà sul Palazzo Comunale di Formia. Una scelta non casuale, quella del palazzo comunale, simbolo della casa di tutti i cittadini e modello da seguire per la nascita di altre comunità energetiche per un uso più efficiente delle risorse energetiche. Un piano che l’Amministrazione comunale sta portando avanti per ridurre i costi delle proprie bollette elettriche promuovendo l’autoconsumo e la transizione energetica ed ecologica.

    Il Comune potrà contribuire a promuovere le Comunità di energie rinnovabili e l’Autoconsumo individuale e collettivo, come risposta a situazioni di povertà energetica – ha osservato il sindaco Gianluca Taddeo – Lo scopo è ridurre il costo della bolletta elettrica che colpisce le famiglie. Quindi, un’inversione di rotta storica che il sistema delle rinnovabili può e deve affermarsi nella nostra città e noi dobbiamo farci promotori di questo cambiamento”.

    Certo sono percorsi nuovi che difficilmente hanno un ritorno immediato in termini elettorali, ma proprio questo è il compito della politica. Elaborare progetti per un futuro di sviluppo sostenibile della Comunità che sono chiamati a rappresentare.

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