Ultimo aggiornamento:  26 Ottobre 2021

Economia circolare e sviluppo sostenibile

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  • L’Obiettivo 12 dell’Agenda 2030, “Consumo e produzioni responsabili” ci richiama sul fatto che ad oggi le risorse consumate dalla popolazione mondiale sono più di quelle che gli ecosistemi sono in grado di fornire. Affinché lo sviluppo sociale ed economico possa avvenire in un quadro di sostenibilità, la nostra società dovrà modificare in modo radicale il proprio modo di produrre e consumare beni. Un contributo al conseguimento di questo Obiettivo può darlo l’Economia Circolare.

    CRESCITA DEI RIFIUTI

    Oggi, rispetto alle epoche passate, gli esseri umani consumano di più e generano una quantità maggiore di rifiuti, oltre a contribuire con i propri comportamenti all’innalzamento del livello di inquinamento globale e al surriscaldamento del pianeta. Tutto questo avviene mentre l’innovazione e le nuove tecnologie stanno sperimentando un’accelerazione che non ha pari nella storia dell’umanità e che può trovare nell’economia circolare una rivoluzione copernicana: un modo nuovo di pensare come disegnare i nostri prodotti e processi produttivi per eliminare gli impatti negativi sull’ambiente, favorire l’utilizzo circolare dei materiali e contribuire a rigenerare lo stesso sistema naturale.

    MODELLO DI PRODUZIONE E CONSUMO ‘CIRCOLARE’

    Con economia circolare, dunque, si intende un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore. I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato sul tipico schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”. Il modello economico tradizionale è fortemente dipendente dalla disponibilità di grandi quantità di materiali ed energia facilmente reperibili e a basso prezzo. In contrasto con l’attuale disponibilità di energia e materie prime.

    DAGLI ANNI ’70

    Il concetto di economia circolare ha radici profonde, ma non si può ricondurre a un singolo padre o a una specifica data di nascita. Convenzionalmente si fa risalire la sua comparsa alla fine degli anni ’70, quando accademici e uomini di affari iniziarono a discutere dell’argomento. Velletri 2030 l’ha trattato diverse volte, attraverso News e Seminari dedicati. In particolare, il Rapporto “Velletri 2030 – un’idea di futuro sostenibile“, del Febbraio 2017, dedica all’Economia Circolare un intero capitolo. Da allora si sono sviluppate diverse scuole di pensiero.

    ECONOMIA CIRCOLARE

    Alla fine del 2017, l’allora Ministero dell’Ambiente, oggi rinominato Ministero della Transizione Ecologica, ha pubblicato, a seguito di ampia consultazione, il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” con l’obiettivo di fornire un inquadramento generale dell’economia circolare, nonché di definire una Strategia Nazionale del nostro Paese sul tema, in continuità con gli impegni adottati nell’ambito dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, in sede G7 e nell’Unione Europea.

    IL 2017

    Dal 2017 il contesto di riferimento è mutato: è ormai evidente l’urgenza di intervenire per ridurre le emissioni e di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, sono stati definiti, a livello comunitario nuovi piani e programmi per supportare la transizione verso modelli circolari, il rapido sviluppo tecnologico del settore ha consentito di individuare nuovi settori produttivi in grado di  generare catene di valore sostitutive di quelle tradizionali, massimizzando il recupero e il riciclo dei rifiuti. Si rende pertanto necessario aggiornare le linee strategiche individuate nel 2017 per renderle coerenti alle nuove sfide globali.

    STRATEGIA NAZIONALE

    Con la nuova “Strategia nazionale per l’economia circolare”, incentrata su eco-progettazione ed eco-efficienza, si intende definire i nuovi strumenti amministrativi e fiscali per potenziare il mercato delle materie prime seconde, la responsabilità estesa del produttore e del consumatore, la diffusione di pratiche di condivisione e di “prodotto come servizio”, supportare il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica, definire una roadmap di azioni e di target misurabili di qui al 2040. La Strategia è attualmente in fase di consultazione pubblica. Il Documento in consultazione si può scaricare da: https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/economia_circolare/SEC_30092021_1.pdf
    La consultazione pubblica si chiude il 30.11.2021.

    L’aggiornamento della “Strategia nazionale per l’economia circolare” è stato inserito tra le riforme a supporto degli investimenti della Missione 2, Componente 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dedicata ad “Economia Circolare ed Agricoltura Sostenibile”. Per lo stato di attuazione consultare: https://italiadomani.gov.it/it/home.html Sezione “Rivoluzione verde e transizione ecologica“. Potenziare la rete di raccolta differenziata e degli impianti di trattamento e riciclo dei materiali per migliorare l’economia circolare e la gestione dei rifiuti è uno degli obiettivi della transizione ecologica.

    Per saperne di più su Economia Circolare e Sviluppo Sostenibile si rimanda al Documento pubblicato da ASviS sul Goal 12, scaricabile da: https://asvis.it/public/asvis2/files/Pubblicazioni/PositionPaperGoal12_8ott21.pdf Tutti possiamo contribuire al conseguimento dell’Obiettivo 12, semplicemente impegnandoci per una attenta raccolta differenziata. Le notizie di cronaca, purtroppo, non vanno in questa direzione.

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