In questi giorni si stanno svolgendo le votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica Italiana. Esaminiamo questa figura. Anzitutto per essere eleggibile occorrono tre requisiti: essere cittadino italiano, avere almeno 50 anni di età, godere dei diritti civili e politici. Il capo dello Stato viene eletto dal Parlamento (Camera dei Deputati, 630 membri e Senato della Repubblica, 315 membri, più i Senatori a vita, che attualmente sono 6) in seduta comune. All’elezione partecipano i Delegati Regionali, che sono 3 per ogni Regione, e solo 1 per la Val d’Aosta.
SCRUTINIO
Per i primi tre scrutini sono necessari 2/3 dei voti per essere eletti. Dalla quarta in poi basta la maggioranza. Il mandato dura 7 anni. I padri costituenti non hanno ritenuto necessario prevedere la rielezione, quindi in teoria si può essere rieletti per un secondo mandato. Nella storia della Repubblica è successo una sola volta con Giorgio Napolitano, che però si è dimesso dopo due anni dall’inizio del secondo mandato.
TREDICESIMO PRESIDENTE
Cessato il mandato, il presidente diventa di diritto Senatore a vita. Dalla nascita della Repubblica, il 2 giugno 1946 si sono susseguiti 12 Presidenti, il primo fu Enrico De Nicola, che fu anche Capo Provvisorio prima dell’effettiva elezione. Seguirono: Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Antonio Segni, Giuseppe Saragat, Giovanni Leone, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano e l’attuale Sergio Mattarella.
I DOVERI DEL PRESIDENTE
Il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione e ha il dovere di vegliare sul buon funzionamento del sistema istituzionale. Rappresenta la Repubblica, e quindi l’unità della nazione. Può sciogliere le Camere e indire nuove elezioni nel caso venga a mancare la fiducia del Parlamento verso il Governo e non esiste possibilità di formare un altro Governo che goda della fiducia della maggioranza del Parlamento. Non può scioglierle negli ultimi sei mesi del suo mandato (semestre bianco). Promulga le leggi ed emana i decreti aventi forza di legge. Indice i Referendum, qualora la Corte Costituzionale ne abbia deliberato l’ammissibilità. Invia messaggi alle Camere su questioni di particolare rilevanza. Dichiara lo stato di guerra deliberato al Parlamento. Può convocare il Parlamento in via straordinaria. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici. Ratifica i trattati internazionali e può nominare un massimo di cinque senatori a vita, e un terzo dei membri della Corte Costituzionale. Nomina il Presidente del Consiglio dei ministri, accoglie il giuramento del governo, così come le dimissioni. Decreta lo scioglimento dei consigli comunali e regionali. Può concedere la grazia ai condannati e commutare le pene. Infine presiede il Consiglio Supremo di Difesa e detiene il comando delle forze armare, così come presiede il Consiglio Superiore della Magistratura e conferisce le onorificenze della Repubblica tramite decreto. Queste le funzioni principali, un ruolo tutt’altro che rappresentativo, concludiamo porgendogli auguri di buon lavoro al 13° Presidente della Repubblica Italiana, chiunque esso sia.